“Il mio Segreto d’Italia”: il regista Belluco racconta in un libro le censure subite dalla sinistra
Alle 16, Sala delle Notarie
1/4/2017 – Un libro per raccontare le reticenze e le censure della sinistra sui delitti della guerra civile italiana. Lo ha scritto il regista Antonello Belluco del film “Il segreto d’Italia”, diventato un caso culturale e un successo cinematografico nonostante il boicottaggio subito in tutto il Paese. Il libro, che parafrasando il film si intitola “Il mio Segreto d’Italia” , sarà presentato sabato 1 aprile alle 16 nella sala delle Notarie, in via Palazzolo (da Piazza Prampolini) a Reggio Emilia.
Organizza l’associazione Pietro e Marianna Azzolini.
Il libro è appunto dedicato alle vicende che hanno accompagnato la pellicola di sui crimini compiuti dai partigiani nel Nord Italia alla conclusione della Seconda Guerra Mondiale. “Il film è stato osteggiato in tutti i modi dalle associazioni partigiane appoggiate da ambienti delle forze politiche di sinistra – spiega l’associazione Azzolini – Questa pressione politica ha otenuto che la pellicola non entrasse nella grande distribuzione cinematografica. A quel punto si è verificato un fatto imprevisto: in tutta Italia associazioni culturali, gruppi di cittadini e altre aggregazioni locali si sono attivate in una miriade di iniziative per proiettare il film.

Una scena del Segreto di Italia
Anpi, centri sociali, sinistre politiche, provarono ad organizzare ulteriori contestazioni, ma inutilmente. Come un samidzat, i libelli proibiti in Urss dal regime che i cittadini si passavano di nascosto, “Il Segreto di Italia” ha fatto il giro della penisola – sottolinea l’associazione – Anche in provincia di Reggio Emilia, per iniziativa dell’Associazione Dea Minerva di Letizia Iori e del Consigliere Comunale indipendente Paolo Brunazzi, il film venne proiettato a Cadelbosco utilizzando una antica sala di proiezione presso il bar ristorante Jemmi. Una sala che si riempì nonostante gli strepiti dell’Anpi e della giunta”.
Cinzia iac
11/04/2017 alle 19:50
Grazie ad Antonello Belluco per aver raccontato la verità : ora i vinti possono riposare in pace. Cinzia
paffsharik
21/05/2017 alle 12:45
a guerra finita processare i criminali,in tribunale,ma non prendersela con delle disgraziate ragazze.quando tanti si accaniscono contro pochi mi sento di essere dalla parte dei pochi,ricordiamo i fratelli cervi ma anche i fratelli govoni!e quanti vili,dell’una e dell’altra parte,hanno sfogato i loro peggiori istinti “mascherandosi” da giustizieri!