6/4/2017 – Il Tribunale di Reggio Emilia ha dichiarato il fallimento della Ape Spa di Montecchio, stabilimento di prefabbricati controllato da Unieco, attivo sin dal 1974, e che occupa attualmente 63 dipendenti. Il decreto della sezione fallimentare è del 29 marzo, ma è stato pubblicato solo martedì pomeriggio, in contemporanea col decreto che ha chiuso per “improcedibilità” il concordato di Unieco,a sua volta destinata alla liquidazione coatta.
Giudice delegato del fallimento è Virgilio Notari, curatore il commercialista Alberto Peroni con studio in via Fratelli Cervi 80 a Reggio Emilia.
L’assemblea per l’’esame dello stato passivo è fissata per il 28 giugno alle 9,30. I creditori devono presentare domanda di ammissione al passivo trenta giorni prima dell’adunanza.
L’Ape di Montecchio, controllata al 96% da Unieco, è la prima vittima illustre del crac della grande cooperativa di costruzioni di via Ruini.
La Ape ha produzioni qualificate e molto richieste, e fra l’altro intervenuta anche nei lavori interni del park Vittoria. La crisi dell’azienda montecchiese quindi non è di produzione ma di tipo finanziario: ragioni che si sono rivelate fatali a causa delle condizioni comatose dell’azionista di maggioranza. Da qui la decisione di chiedere il fallimento in proprio, che il Tribunale ha concesso, appunto, in data 29 marzo.
A pagare il prezzo più alto, oltre ai fornitori, sono i 63 dipendenti che finiscono in Naspi (così si chiama la nuova indennità di disoccupazione, che dura due anni).
E’ la stessa sorte dei 342 soci lavoratori della casa madre Unieco e anche di gran parte del personale delle 200 società controllate e collegate alla cooperativa: una ragnatela inestricabile imprese che, secondo i revisori, col suo carico di passivi sarebbe la causa principale del dissesto del gruppo.
Nel caso della Ape la speranza è che l’attività possa riprendere attraverso l’affitto del ramo d’azienda a qualche imprenditore del settore.