21/3/2017 – Il Pd impedisce il voto segreto, e così Sala del Tricolore respinge la mozione di sfiducia nei confronti della presidente del consiglio comunale Emanuela Caselli, accusata di non essere adeguata al ruolo e soprattutto non “super partes”.
Si è così risolta in una sconfitta per le opposizioni la mozione di sfiducia contro Caselli, arrivata alla discussione dopo mesi di filibustering da parte della maggioranza. La tattica dilatoria del Pd ha centrato l’obiettivo di sfibrare l’opposizione, che alla prova dei fatti si è sfarinata: dei sei consiglieri 5 Stelle al momento del voto era presente solo Norberto Vaccari (che si è astenuto), ed era assente anche il segretario della Lega Nord Emilia Gian Luca Vinci.
Conclusione: mozione respinta con 19 voti contrari, 5 favorevoli e 1 astenuto.
La sfiducia viene votata solo dai consiglieri Claudio Bassi (che sostituisce la Caselli sulla poltrona della presidenza, in qualità di vice), da Giuseppe Pagliani e Nicolas Caccavo Forza Italia) oltre che dai civici Cesare Bellentani e Cinzia Rubertelli. E dai loro banchi arrivano accuse durissime alla maggioranza e alla gestione Caselli del Consiglio comunale.
Scrive La Voce diReggio Emilia che “ad anticipare le scintille è l’intervento del capogruppo del Pd Andrea Capelli. L’esponente dem rimprovera i consiglieri che presentano la sfiducia di far polemica su una “quisquilia” e di aver costretto il Consiglio comunale a “navigare a vista” su un punto – la revoca della presidente – non normato, quando si sarebbe potuto attendere, giusto qualche settimana, la riforma dello statuto. «Non mi venite a dire che i cittadini vi chiedono con urgenza la sostituzione della Caselli, perché mi faccio una risata».
Così Capelli propone un documento in cui si chiede il voto palese, l’appello nominale e la maggioranza assoluta. L’opposizione protesta: «Noi chiediamo il voto segreto perché è giusto lasciare libertà di coscienza a quei consiglieri della vostra parte – dice Nicolas Caccavo rivolto a Capelli – che voterebbero la sfiducia alla Caselli». Interviene anche il segretario generale Roberto Maria Carbonara che fa notare che, laddove si opti per il voto segreto, anche la seduta dovrà essere segreta. Un’interpretazione perlomeno singolare, trattandosi di questione politica e istituzionale. Ma così é: il documento presentato dalla maggioranza viene approvato e si va al voto palese.
I toni in Consiglio sono accesi con la consigliera di Alleanza civica, Cinzia Rubertelli che replica duramente a Capelli: «E’ successo qualcosa di vergognoso – attacca la civica -. E’ da mesi che chiediamo di discutere un atto legittimo e voi avete fatto di tutto per bloccarlo. Vi siete accorti solo ora che nello statuto c’è una lacuna?». Critico anche il capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Pagliani che attacca la Caselli definendola “inadeguata” a gestire il Consiglio: «La difesa di Capelli – commenta Pagliani – non ha rappresentato i motivi per i quali questo consesso dovrebbe essere rappresentato dalla Caselli. La presidente è tutto tranne che imparziale».