10/2/2017 – La scure di 130 esuberi (licenziamenti) si abbatte sugli stabilimenti Bosch Rexroth di Modena e Vezzano sul Crostolo. Dopo 18 mesi di trattative sul nuovo integrativo aziendale e la stabilizzazione dei precari, trattative alla fine rivelatesi inutili, il gruppo ha presentato un piano industriale con una quantità massiccia di esuberi e la previsione di mobilità tra i due stabilimenti, distanti tra loro una cinquantina di chilometri.
Dura la reazione della Rsa e dei sindacati metalmeccanici che hanno proclamato dieci ore di sciopero.
“Il nuovo inatteso piano industriale, secondo l’esposizione dell’azienda – scrivono la rappresentanza sindacale aziendale, la Fiom, laFim e la Uilm di Modena e Reggio Emilia, si incardinerà sulla dichiarazione di 130 esuberi, sull’aumento delle turnistiche fino a diciotto turni, sulla revisione dei processi produttivi, sul taglio del fatturato non a valore, sulla esternalizzazione di parte delle lavorazioni e un punto non espresso esplicitamente potrebbe essere una mobilità delle maestranze fra i vari stabilimenti distanti tra di loro oltre 50 km”.
“Questa situazione si inquadra in un momento in cui l’area italiana della Bosch è in crescita e risponde bene alle esigenze industriali .ma rischia di soccombere sotto la sola logica del “più profitto” senza tenere conto della conciliazione di vita e lavoro, del sostegno ricevuto dai territori e, non ultimo e marginale, dalle Lavoratrici e dai Lavoratori”.
Le organizzazioni sindacali “svolgeranno nei prossimi giorni assemblee urgenti in tutti i siti, confermando il blocco degli straordinari e dei sabati lavorativi oltre a proclamare un pacchetto di 10 ore di sciopero da articolare secondo modalità territoriali che saranno illustrate nelle assemblee”.