di Pierluigi Ghiggini
2/1/2016 – Com’era prevedibile, non si è fatta attendere la risposta dei lavoratori alla disdetta di tutti gli accordi integrativi aziendali, oltre duecento dal 1974 ad oggi, da parte del gruppo Iren, annunciata a sorpresa con una lettera raccomandata ai sindacati il giorno 30 dicembre.
Il recesso dagli integrativi avverrà gradualmente nel corso del 2017, ma comincerà già l’8 gennaio, quindi una seconda tranche a marzo, la terza a giugno e la botta finale a San Silvestro 2017.
Iren ritiene in questo modo di sbloccare la trattativa sull’armonizzazione dei trattamenti per gli oltre seimila dipendenti del gruppo – trattativa iniziata nel novembre 2014 e in stallo da due mesi.
Forse l’a.d. Massimiliano Bianco e gli amministratori (tra cui il vicepresidente Ettore Rocchi e il consigliere Moris Ferretti, entrambi reggiani) non hanno tenuto onto di un possibile effetto contrario a quello desiderato.
Questa mattina i sindacati nazionali di Cgil, Cisl e Uil hanno dedicato una prima riunione al problema, e un documento unitario potrebbe essere diffuso già nella giornata di oggi. Sapremo se i sindacati riprenderanno le trattativa con la disdetta sul tavolo, oppure se chiederanno come pregiudiziale il ritiro della disdetta medesima. In questo caso sarebbe il segnale di uno uno scontro al calor bianco, con una lunga catena di scioperi.
Intanto ,dicevamo, i lavoratori non pongono tempo in mezzo e scenderanno in piazza già nella giornata di domani.
Le Rsu dell’area Iren di Reggio Emilia insieme a Cgil, Cisl e Uil organizzano un presidio in piazza Prampolini, sotto il Municipio, dalle 16,30 alle 17,30 di domani: in pratica il fischio d’inizio di una partita che si preannuncia lunga.
«Organizzeremo un giro di assemblee in tutte le sedi nella settimana tra 9 e 13 gennaio – annunciano le rappresentanze sindacali – Intanto invitiamo i lavoratori a manifestare il proprio dissenso trovandoci dalle 16.30 alle 17.30 di martedì 3 Gennaio (oggi, ndr.) sotto il porticato del Municipio di Reggio Emilia dove terremo un’assemblea volante. Chiederemo di essere ascoltati dal Sindaco e convocheremo la stampa locale. Analoghe iniziative sono assunte dai lavoratori del gruppo Iren in tutti i territori».
Perché il sit-sotto il Municipio, e perché la richiesta di essere ricevuti dal sindaco Luca Vecchi? Perché il comune di Reggio Emilia è uno degli azionisti principali di Iren. E soprattutto Vecchi è il cordinatore del patto dei sindacato tra i grandi Comuni (Torino, Genova, Reggio, Piacenza, Parma) che controllano la multiutility.
I lavoratori chiederanno al sindaco azionista pro tempore di farsi portavoce della loro protesta, e probabilmente gli chiederanno se fosse o no al corrente dell’intenzione di Iren di disdettare tutti gli integrativi.
«Con un colpo di penna – scrivono i delegati sindacali reggiani – Iren ha tolto 200 accordi integrativi di 5 territori, ha spazzato via 40 anni di storia sindacale delle aziende originali. La conseguenza diretta tra non molto sarà la riduzione di una fetta consistente della busta paga degli oltre 7 mila lavoratori, di cui circa 600 a Reggio Emilia, sotto le voci indennità, reperibilità, turni, trasferte , non limite d’orario ed altre».
Ma «la conseguenza meno visibile da subito è la perdita di affezione al proprio lavoro edalla “propria azienda” della maggior parte dei dipendenti Iren. Resteranno affezionati solo i manager ai quali spetterà il bonus per avere raggiunto questi obbiettivi.
Questo è inaccettabile, lo devono dire tutti i lavoratori con forza subito».
Iren, rileva la nota sindacale, è l’unica multiutility che si riorganizza disdettando gli accordi: «Altre, come Hera (Bologna) e A2A(Milano-BRescia), hanno utilizzato tempi e modi adeguati per giungere a soluzioni condivise».
A dettare la linea, comunque, saranno i sindacati nazionali, perché Iren – società quotata in Borsa – ormai copre con i suoi servizi e i suoi impianti gran parte del Nord Italia. Il dilemma è se procedere comunque con la trattativa è rifiutare il diktat e andare allo scontro frontale.
«Vuole sapere come la penso? – afferma Graziano Caiti della Cisl Reggio-Modena – Se si devono fare dei sacrifici l’esempio deve partire dall’alto. Gli stipendi del gruppo dirigente Iren sono troppo elevati, e come Cisl l’abbiamo detto più volte. Si cominci a tagliare da lì: questo il senso della nostra protesta di oggi».
“UNA DECISIONE GRAVISSIMA E SENZA PRECEDENTI: I PICCOLI AZIONISTI SONO DALLA APRTE DEI LAVORATORI”
di Francesco Fantuzzi *
ANGELO SIMONELLI
03/01/2017 alle 11:36
Da tempo ho venduto le azioni IREN , e in famiglia stiamo cambiando fornitore per il gas e energia eletteica .