
Marcello Coffrini
Cavriago aveva revocato gli incarichi allo studio dei Coffrini padre e figlio a seguito dello scioglimento per condizionamento mafioso del consiglio comunale di Brescello, comune del quale Ermes e Marcello sono stati sindaci incontrastati per molti anni, in un contesto politico e sociale caratterizzato da una dinasty di partito con pochi precedenti. Il Pd sin che ha potuto ha cercato di mettere la sordina a quello che poi è diventato lo scandalo nazionale della ndrangheta nel paese di don Camillo. Poi, anche quando una parte del Pd ha detto basta, Marcello Coffrini ha resistito da solo con i suoi fedelissimi, sino alle dimissioni del gennaio scorso, appena in tempo prima di essere travolto dallo scioglimento deliberato dal Consiglio dei ministri su proposta di Alfano.
E quando, dopo la revoca dell’incarico di procura in lite, lo studio Coffrini ha spedito la fattura a saldo delle spettanze, in comune a Cavriago sono stati presi dal panico a causa dell’importo elevato, appunto 87 mila 103 euro.
Somma relativa, fra l’altro, all’assistenza in giudizio nella causa con il Credem, che non intende far fronte a una fideiussione emessa a favore di Sofiser, la vecchia società immobiliare pubblica gonfia di debiti e finita in fallimento con la disgraziata operazione di Fiere di Reggio.

L’ex sindaco di Brescello Marcello Coffrini (di spalle) parla con Francesco Grande Aracri
Così il Comune di Cavriago ha messo l’intera pratica in mano all’avvocato Francesca Preite, che ha esaminato le notule e alla fine ha attestato la congruità delle richieste dello studio Coffrini (compresi oneri per cassa professionale, iva e ritenuta d’acconto). Di conseguenza all’amministrazione non è rimasto altro che far buon viso a cattivo gioco e pagare. Ora è l’avvocato Preite a seguire la causa con il Credem.
(dalla Voce di Reggio)