di Pierluigi Ghiggini
16/11/2016 – Lo scontro di lunedì pomeriggio in Sala del Tricolore ha lasciato strascichi pesanti nell’assemblea elettiva reggiana. I rapporti tra maggioranza e presidenza del consiglio comunale da una parte, e dall’altra i gruppi di opposizione, sono al lumicino.

Di fatto le opposizioni restano sull’Aventino, dopo la decisione della presidente Emanuela Caselli di presiedere la seduta in cui si doveva parlare di lei, e di procedere comunque al voto palese sulla mozione di sfiducia nei suoi confronti, nonostante l’assenza dei firmatari della mozione stessa (i consiglieri di opposizione) usciti dall’aula per protesta. Il documento ovviamente è stata respinto, e il voto palese ha impedito di verificare la reale compattezza del Pd intorno a Emanuela Caselli.
L’attrito, dicevamo, è diventato un incendio. Il capogruppo azzurro Giuseppe Pagliani ha annunciato che Forza Italia non parteciperà più alle conferenze dei capigruppo «sino a quando questa grave emergenza democratica ed istituzionale non verrà risolta».
Pagliani parla di «vergognosa arroganza» a proposito della presidente Caselli che «ha scelto di presiedere la seduta di ieri dove all’ordine del giorno vi era la discussione del documento relativo alla sfiducia della stessa».
E aggiunge: «Il gruppo PD in enorme imbarazzo ha discusso il documento dopo l’abbandono dell’aula da parte di tutti i consiglieri di opposizione. La nostra mobilitazione contro la Presidente Caselli continua per grave atteggiamento con il quale si rapporta con i gruppi consiliari di opposizione».
Inoltre Pagliani annuncia che la mozione, firmata dai dodici consiglieri di opposizione, sarà ripresentata. Ciò «per ribadire la nostra sfiducia in modo ancor più convinto alla Presidente del consiglio comunale Caselli per la costante arroganza e faziosità dimostrata anche lunedì in aula».
E conclude con una punta di veleno: «Riteniamo provato il timore del gruppo Pd nell’affrontare un voto segreto in consiglio comunale riguardo alla sfiducia della Presidente». Perché Emanuela Caselli «potrebbe ricevere il voto contrario anche di consiglieri del Pd che non la gradiscono come presidente del consiglio comunale».
Da qui la decisione «di proseguire la contrapposizione proseguirà anche nelle prossime settimane» e l’annuncio «sin da ora che come gruppo non parteciperemo più alle conferenze capigruppo sino a quando questa grave emergenza democratica ed istituzionale non verrà risolta». Quest’ultima al momento è una decisione del gruppo di Forza Italia, che di fatto non intende più riconoscere l’autorità della poltrona più alta di Sala del Tricolore. Vedremo quale atteggiamento assumeranno gli altri gruppi. Certamente l’aver ostentatamente ignorato una richiesta di mozione d’ordine del consigliere 5 Stelle Norberto Vaccari (l’episodio ha innescato l’uscita dall’aula degli oppositori) ha rafforzato nelle minoranze la convinzione, già evidente da tempo, di non essere più garantite dalla presidente Caselli.