16/11/2016 -In omaggio al sano principio che si vince se uniti e soprattutto se alleati tra soggetti diversi, il Pd di Reggio Emilia – dove, è noto, il mondo gira ancora come in una fiaba del Mondo Piccolo – si scanna al proprio interno su chi viene a parlare a favore del Sì al referendum. Ma a prescindere dal Sì e dal No, questa storia la dice lunga su una certa vocazione al suicidio politico-
Succede che la consigliera notaia Maura Manghi, renziana di stretta osservanza con radici liberali, ha invitato a parlare per il Sì due esponenti storici del centro-destra come l’ex presidente del Senato Marcello Pera e Giuliano Urbani, uno dei fondatori di Forza Italia e ministro del primo governo Berlusconi.
L’appuntamento è il 22novembrer all’hotel Mercure Astoria di Reggio, alle 18, con il movimento Liberi Sì .

Marcello Pera
Un esercizio di archeologia politica, ma non privo di furbizia: cosa c’è di meglio per i moderati indecisi, di un Sì che arriva dal cuore dello schieramento del No, e con intellettuali del calibro di Pera e Urbani?
E infatti, scrive Manghi, «la riforma della Costituzione non è una vicenda interna al Pd e nemmeno al centro sinistra. Riguarda tutti i cittadini per gli anni a venire. Chi è di tradizione liberale ed è orientato verso un centro destra moderato, che non ha niente a che fare con le ruspe, il razzismo, il nazionalismo e l’isolazionismo alla Trump può venire martedì 22 al pomeriggio ad ascoltare la voce della ragione di due fondatori della destra moderata».
Però non poteva immaginare che il siluro sarebbe partito dall’interno del gruppo dem: e il fatto che a sparare sia il “solito” Dario De Lucia, non cambia la sostanza delle cose.
Su Facebook De Lucia ha lanciato almeno due bordate, con una prova smagliante di isolazionismo di sinistra.
In prima battuta, l’esponente dem grida tutto il proprio orrore per l’intervento dei due esponenti del centro destra a favore del Sì: “La mia amica e compagna di consiglio comunale Maura Manghi invita la destra reggiana a votare sì al referendum costituzionale e a partecipare a una iniziativa con Marcello Pera, uomo dei governi Berlusconi. Maura il viaggio è importante tanto quanto i compagni di viaggio. #centrosinistra #amicibrutti #cosestrane”.
E non è un colpo di testa. Con un post successivo De Lucia precisa con determinazione il suo pensiero politico: «Questo referendum – tuona il consigliere che voleva negare la piazza alla manifestazione per il 60° dell’Ungheria – sta diventato una gara a chi fa peggio: ci sono pratiche che non voglio siano perpetuate dalla mia famiglia politica in nessun modo. A Reggio Emilia non si chiamano politici legati ai peggio Governi Berlusconi (quelle persone contro cui scendavamo in piazza a manifestare) per sperare di accapparasi qualche voto».
Insomma, per lui è un connubio contro natura, un inciucio inammissibile a maggior ragione in una città democratica, antifascista e di tradizione comunista come Reggio: «Il #PD è una forza di centrosinistra che guida una coalizione qui a Reggio Emilia – continua – Considerare normale l’inciucio con ex di Forza Italia è un grande errore politico che allontana sempre di più i nostri iscritti e elettori, abbiamo avuto la dimostrazione alle Regionali del 2014 e alle amministrative del 2016».
E’ in pratica un diktat: d’ora in poi i Pd che invitano qualcuno a parlare, dovranno chiedere il permesso a De Lucia?
(La voce di Reggio Emilia/Reggio Report)
Carlo Menozzi
16/11/2016 alle 09:10
Scendavamo? Cominci a scrivere in italiano per cominciare. Come? Ah, si, lui parla solo il russo di stalin …