26/11/2016 – La Cgil dl Reggio Emilia è sulle barricate per la cooperativa ex Cormo (ora Open.Co in liquidazione) di San Martino in Rio. Giovedì mattina il sindacato di via Roma non ha siglato l’accordo per la mobilità volontaria, firmato invece dalla Cgil regionale insieme a Legacoop e al liquidatore Domenico Livio Trombone, nella sede della centrale cooperativa a Modena.
All’incontro durato due ore e mezzo ha partecipato anche una delegazione dei soci lavoratori, che in un centinaio arrivati in pullman da San Martino in Rio hanno manifestato sotto Legacoop, preocuppati per la piega presa dalla situazione, in cui oggi l’unica certezza è la proroga della Cassa integrazione straordinaria per un altro anno, ma con la prospettiva di una falcidie di posti di lavoro. C’erano anche il segretario provinciale della Fillea reggiana Mauro Livi e il sindaco del paese Paolo Fuccio.
Perché la rottura fra Cgil reggiana e Cgil regionale? La novità è che un imprenditore emiliano si è fatto avanti per rilevare il ramo d’azienda ex Cormo, per riprendere l’attività produttiva solo con una quarantina di lavoratori, sugli oltre duecento ancora nell’organico ex Cormo.
«Ma con Legacoop -spiega Mauro Livi -avevamo firmato un’intesa per mantenere aperte tutti poli produttivi Open.Co (San Martino e Castelvetro, ndr.) e per salvaguardare al massimo l’occupazione. E’ evidente che non ci siamo, e che i lavoratori sono giustamente molto preoccupati. Abbiamo così chiesto lo slittamento di una settimana delle firma sulla mobilità volontaria, per ottenere i chiarimenti necessari da Legacoop su come intenda rispettare gli impegni assunti per l’occupazione. Questo rinvio, per noi necessario, non è stato concesso, ed è la ragione per cui la Cgil reggiana ieri non ha firmato l’accordo. A questo punto è necessario tornare al tavolo con la Regione».
(Pierluigi Ghiggini)
mario
28/11/2016 alle 07:12
Torniamo all’artigianato con una pialla e poco più. Si verifica la teoria vichiana dei flussi e riflussi!! Purtroppo l’evoluzione del potere della coop.ne in oligarchia, seguendo la stessa politica ed il partitismo, distrugge la storia e si torna indietro di qualche secolo, finché non nascono un nuovo Voltaire ed un Robespierre( non purtroppo un Prampolini)!