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Unificazione: il 16 ottobre si vota a Sant’Ilario, Campegine e Gattatico
Il nome: Campidenza, Terre Matildiche o Tannetum ?
Polemiche sui numeri, Fontechiari: “In 10 anni arriveranno 19 milioni”

6/10/2016 – E’ cominciato il conto alla rovescia: tra dieci giorni, domenica 16 ottobre, si voterà nei comuni di Campegine, Gattatico e Sant’Ilario d’Enza per il referendum consultivo sulla fusione dei tre communi. Il referendum è previsto dalla legge reginale che ha istituito il nuovo Comune. Gli elettori in tutto 17 mila 153, con una prevalenza di donne: i maschi sono 8 mila 436 e le femmine 8 mila 717. Le sezioni elettorali sono 19,  distribuite nei tre comuni: 4 a Campegine, 5 a Gattatico e 10 a Sant’Ilario.

I cittadini riceveranno due schede: una per votare sì o no alla fusione, l’altra di colore rosa  per esprimere la preferenza sul nome del futuro comune: la scelta è tra Campidenza., Pianure Matildiche e Tannetum, vale a dire il nome dell’antica città romana della Val d’Enza.

Le urne – comunica la Prefettura di Reggio Emilia –  saranno aperte domenica 16  ottobre dalle 7 e si potrà votare sino alle 23 dello stesso giorno. Lo scrutinio avrà inizio subito dopo la chiusura della votazione e l’accertamento del numero dei votanti.

Oltre al documento di riconoscimento bisogna anche esibire la tessera elettorale personale. In caso di smarrimento si può chiedere il duplicato agli uffici comunali.

A Campegine gli elettori sono 3 mila 861:1.951 maschi e 1.946 femmine in 4 sezioni. A Gattatico sono 4 mila 665, di cui  2 mila 350 maschi e 2 mila 315 femmine in 5 sezioni. A Sant’Ilario d’Enza sono 8 mila 627: 4 mila 171 maschi e 4 456 femmine in 10 sezioni.

Sul referendum interviene oggi Antonio Fontechiari, uno dei fondatori del Comitato Camminiamo Insieme, con un’intervista che chiarisce i numeri dell’unificazione.

Antonio Fontechiari

Antonio Fontechiari

Da dati sintetizzati da Fontechiari in una tabella, si nota che il Comune più indebitato è quello di Campegine,  con un passivo pro-capite di 328,04 nel 2014, contro i 294,98 di Gattatico e i 284,68 di Sant’Ilario.
I tre comuni fra il  2008 e il  2014 hanno incassato da Stato e 1 milione e 972 mila euro in meno di contributi. Con la fusione, invece, arriveranno  19 milioni di euro da spalmare su 10 anni, oltre a 500 mila euro all’anno dalla Regione per progetti specifici, ai quali va aggiunto un taglio dei costi per l’apparato burocratico di 270 mila euro annui, con un conseguente rilancio – nota Fontechiari – degli investimenti pubblici su opere e servizi e dei posti di lavoro.
Tra i cittadini, in particolare a Gattatico e Campegine, gira voce che il Comune di Sant’Ilario sia molto indebitato e che la fusione trasferirà l’indebitamento anche alle altre Amministrazioni. Leio cosa ne dice?
“Sono a conoscenza di questa voce, ma affermo con certezza che è tutto falso e soprattutto privo di ogni fondamento: basti verificare i dati certi dei bilanci comunali per rendersi conto dell’attuale situazione debitoria dei tre Comuni. La tabella  infatti, dimostra come Sant’Ilario, Gattatico e Campegine abbiano indici di indebitamento pro-capite molto simili, ma se proprio vogliamo essere pignoli quello di Sant’Ilario è addirittura quello più basso. Su questo versante il beneficio maggiore lo otterrebbero quindi i cittadini di Campegine.
Sintesi degli indici di bilanci di Campegine , Gattatico e Sant'Ilario

Sintesi degli indici di bilanci di Campegine , Gattatico e Sant’Ilario

Anche sul versante delle tasse comunali che ogni persona deve pagare ogni anno, i dati sono abbastanza omogenei. In questo caso ricordo l’impegno delle Amministrazioni, in chiave fusione, di omogeneizzare le aliquote fiscali verso il basso e per i cittadini di Gattatico, ad esempio, questo si tradurrà in una riduzione di tasse di quasi il 7%, che oggi non è poco”.

Per quanto riguarda i contributi che arriveranno da Stato e Regione (1.950.000 euro circa all’anno per 10 anni) dopo la fusione, i sostenitori del no sostengono che non esiste alcuna certezza che vengano erogati nel tempo. Hanno ragione?
“A mio avviso no. C’è una normativa che prevede questi contributi e trattandosi di una legge regionale abbiamo una ragionevole certezza che i fondi erogati saranno elargiti fino al compimento del decennio. Di una cosa invece siamo assolutamente certi, ossia del calo dei trasferimenti che annualmente arrivano ai nostri Comuni da Stato e Regione. Dal 2008 al 2014 i nostri 3 comuni hanno visto una riduzione annua di entrate di quasi 2 milioni di euro.
I trasferimenti dello Stato

I trasferimenti dello Stato

E’ importante che i cittadini siano a conoscenza di quale entità siano i tagli a cui gli amministratori devono far fronte. Avere servizi efficienti e risposte ad ogni necessità, oggi non è più scontato. La fusione è una risposta concreta a questa situazione, è la volontà di una comunità di non arrendersi all’ineluttabilità di una mediocre sopravvivenza. Sarebbe utile a tutti se, chi non è favorevole al processo di fusione, avanzasse proposte concrete ai problemi che quotidianamente i nostri cittadini devono fronteggiare. Ricordo che la Corte dei Conti, sulla cui attendibilità crediamo non si possa dubitare, ha verificato che i processi di fusione tra comuni in Emilia Romagna hanno prodotto risparmi di costi per il 4,8% della spesa complessiva.  Per il nostro Comune unificato questo dato significherebbe un risparmio ulteriore di circa 1.050.000 euro”.

 

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