2/10/2016 – Il direttore dei teatri di Reggio Gabriele Vacis ha inserito in cartellone due spettacoli da lui stesso diretti: l’Amleto a Gerusalemme, andato in scena in aprile al teatro Ariosto, e Smith & Wesson scritto da Alessandro Baricco, in programma a febbraio sempre all’Ariosto.
Su questo fatto ha depositato ieri un’interrogazione al sindaco di Reggio Emilia il consigliere di Alleanza Civica Cesare Bellentani, per sapere se ciò sia regolare.

Gabriele Vacis
Afferma Bellentani: “Gabriele Vacis è stato nominato direttore artistico della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia il 15 dicembre 2012, con un importo annuo di 124 mila 800 euro. Il contratto quinquennale scadrà il 18 dicembre 2017. Ciò premesso, nella mia intrrogazione rileva che il direttore Vacis ha visto un suo spettacolo (Amleto a Gerusalemme. Palestinian kids want to see the sea) nel cartellone del Teatro Ariosto 2016 (Venerdì 15, sabato 16 aprile 2016 e domenica 17 aprile 2016), mentre il 7 e 8 febbraio 2017, sempre all’Ariosto, andrà in scena “Smith & Wesson”, altro spettacolo di cui Vacis è regista. L’interrogazione conclude con la richiesta al sindaco Vecchi se tuto ciò sia regolare”.
Di certo, queste situazioni sono ampiamente tollerate, almeno a Reggio Emilia: anche il precedente direttore Daniele Abbado aveva inserito nel cartellone dei teatri di Reggio opere e spettacoli da lui diretti.

Scena dall’Amleto a Gerusalemme
Uno spettacolo che riunisce due protagonisti del teatro italiano, artefici della lunga stagione del teatro di narrazione. Hamlet in Jerusalem nasce nel 2008 a Gerusalemme, al Palestinian National Theatre di Gerusalemme Est, sotto l’egida del Ministero italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione per lo Sviluppo e prosegue poi in Italia: una scuola di recitazione per ragazzi palestinesi. Nucleo fondamentale della didattica che Vacis mette in opera è la schiera, un processo che unisce movimento e attenzione che da tempo è alla base dei lavori del regista. E la chiave per poter ascoltare e realizzare un percorso teatrale è partire dall’Amleto di Shakespeare, dalla consapevolezza che in esso si scorgono tutte le sfaccettature della vita, complicate dalle esperienze di chi vive in Palestina.
(testo dal sito de I Teatri)