17/10/2016 – Si chiama Money Burning, “denaro in fiamme“, l’operazione del Comando provinciale Carabinieri di Reggio Emilia che sabato notte ha portato all’arresto di 8 pluripregiudicati provenienti dalla zona di Napoli. La classica banda in trasferta che colpiva in tutto il Nord Italia. L’operazione è stata illustrata oggi in una conferenza stampa del comandante provinciale di Reggio Emilia, colonnello Antonino Buda.
Con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato di sportelli bancomat, sono stati sottoposti a fermo di
indiziato di delitto i napoletani Francesco Roselli di 35 anni,
Vincenzo Roselli di 39, Claudio Miele di 28, Paolo Luigi Ercole di 34, Francesco Sarno di 42, Massimo Coppola di 41 anni e Antonio Marsicano di 42, tutti residenti a Napoli, nonchè Giovanni Ambra, 39enne residente a Castellarano (Reggio Emilia). Sono in carcere alla Pulce a disposizione della Procura reggiana.
La banda era specializzata nel saccheggiare gli sportelli bancomat ATM sventrandoli con la fiamma ossidrica.
In questo modo la notte del 12 ottobre, dopo aver forzato la porta di emergenza dell’agenzia del Monti di Paschi di Siena di via Emilia Ospizio n.66/G, e con l’ausilio della lancia termica, hanno scardinato lo sportello bancomat prelevando in un colpo oltre ventimila euro in contanti.
Il colpo al Montepaschi non sarebbe isolato, ma sarebbe solo l’ultimo di un’attività criminosa ben più ampia. Nell’appartamento di Castellarano usato come base dalla gang, i Carabinieri hanno sequestrato non solo il denaro rapinato via via Emilia Ospizio, anche moltissimi appunti che rimandano all’ubicazione di numerosi sportelli bancari del Nord.
Il successo dell’operazione, condotta dai militari della Compagnia di Castelnovo Monti, del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Reggio Emilia, si deve da un lato all’ attività di controllo del territorio, e dall’altro agli approfondimenti investigativi con l’incrocio di numerose informazioni. Nello specifico, sono stati i Carabinieri della Stazione di Castellarano a registrare nel loro territorio la presenza di alcuni napoletani anche con precedenti specifici proprio sui furti ai bancomat.
Personaggi monitorati per giorni, sino a quando non si è accertato che erano ospiti di un altro napoletano, Giovanni Ambra, che vive a Castellarano e che è considerato il basista. Sabato notte l’irruzione nell’abitazione, dove la banda è stata sorpresa al completo.
Sequestrati nella casa 20 mila euro in contanti, verosimilmente provento del furto in danno alla banca MPS del 12 ottobre e un apparato tecnologico di tutto rispetto: una decina di scanner sintonizzati sulle frequenze radio delle forze di polizia, 6 inibitori di trasmissioni radio-cellulare, un computer portatile contenente un file con l’esatta ubicazione di molte banche di tutto il Nord Italia, tra le quali, anche l’agenzia visitata nella notte di martedì scorso.
C’erano anche attrezzi da scasso e accessori per il travisamento (capelli, guanti, passamontagna, parrucche, scalda collo etc…), nonché cellulari e schede telefoniche. Contestualmente, i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito una serie di perquisizioni nelle abitazioni degli arrestati, nel Napoletano, rinvenendo altro materiale simile a quello sequestrato nell’abitazione di Castellarano.
Sui fermati sono ancora indagini da parte dei Carabinieri di Reggio Emilia e di Castelnovo Monti per accertare, come si ritiene, eventuali, ulteriori elementi di responsabilità a carico della banda in numerosi altri colpi compiuti in svariate banche del Centro-Nord Italia con la medesima tecnica.