Ordinanza Tar: dopo 20 anni torna si torna a sparare ai migratori al Passo Cisa. E il ricorso lo avevano presentato gli anticaccia…

16/10/2015 – Con una ordinanza depositata ieri il Tribunale amministrativo regionale di Parma ha sospeso l’efficacia di una disposizione contenuta nel Calendario venatorio provinciale che limitava la possibilità di cacciare l’avifauna migratoria nella zona del Passo Cisa, in comune di Villa Minozzo: da oggi, pertanto – fatta salva l’area del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e del Sito di interesse comunitario (Sic) – i cacciatori potranno tornare, dopo oltre 20 anni di divieto, ad appostarsi per la caccia a tordi, cesene e colombacci che passano in migrazione sulla dorsale appenninica.

La singolarità dell’evento è dovuta al fatto che a proporre il ricorso e dunque a sollecitare l’intervento del Tar erano state proprio… due associazioni nazionali antivenatorie – la Lega per l’abolizione della caccia e l’Associazione anti-caccia – che contestavano il divieto stabilito dalla Provincia di Reggio Emilia nella zona del Passo Cisa soltanto per la migratoria.

Il Tar, per il momento, non è entrato nel merito della questione e si è limitato ad adottare un provvedimento cautelare temporaneo fissando per il prossimo 17  dicembre la discussione del ricorso, che in questa prima battuta ha determinato conseguenze senz’altro non volute dalle associazioni ricorrenti, ma nemmeno dalla stessa Provincia, che attraverso il proprio legale, l’avvocato Alessandro Merlo, spera di riuscire a convincere i giudici della correttezza del proprio operato. Purtroppo però, il 17 dicembre, per molti uccelli migratori rischia di essere troppo tardi…

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