Estorsione: minacce ai vertici Bper
Manette a imprenditore di Parma

6/10/2015 – L’imprenditore Claudio Terruzzi, 61 anni, residente a Parma, è stato arrestato dai carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo di Modena per tentata estorsione aggravata continuata operata dallo stesso nei confronti dei vertici della “Banca Popolare dell’Emilia Romagna”. Il fermo è avvenuto sabato, e questa mattina il Gip di Modena ha confermato l’impianto accusatorio, disponendo a carico dell’imprenditore la misura cautelare degli arresti domiciliari.

I dettagli dell’operazione sono stati rivelati in mattinata nel corso di una conferenza stampa al comando provinciale dei Carabinieri. Claudio Terruzzi, attraverso lettere intimidatorie contenenti esplicite minacce di morte a firma di un fantomatico gruppo criminale denominatofalange armata contro le banche” e anche  telefonate dirette anche ai familiari dei destinatari, pretendeva la consegna di quattro milioni di euro a titolo di risarcimento per presunte vessazioni subite dai risparmiatori ad opera del sistema bancario. Le pressioni intimidatorie, anche con telefonate da cabine pubbliche per non farsi individuare, erano cominciate in settembre.

Le indagini, condotte dai militari e  coordinate dalla Procura di Modena a seguito delle denunce presentate dalle vittime, hanno permesso di inviduare l’autore delle minacce estersive nell’imprenditore di Parma che, a causa del dissesto finanziario della società di servizi (oggi fallita) della quale era amministratore, non riusciva a  far fronte al pagamento delle rate relative ad alcuni mutui accesi presso una filiale proprio della stessa “Bper Banca” per l’ammontare di oltre 300 mila euro euro, con conseguente pignoramento di alcuni immobili di proprietà della sua famiglia.

Le perquisizioni effettuate sulla  vettura di Terruzzi, a casa ed in ufficio hanno portato alla scoperta di nuove lettere estorsive non ancora recapitate e indirizzate oltre che a personalità di vertice,  anche ad altri consiglieri del medesimo gruppo bancario. Trovate anche fotografie ed annotazioni riportanti orari relativi agli spostamenti delle vittime e dei loro familiari, nonchè schede telefoniche, computer e vari supporti informatici che sono stati quindi sequestrati.

Durante le indagini il Terruzzi, che pur essendo incensurato annovera ha precedenti di polizia per truffe, “dimostrando notevole pericolosità” è stato ripreso e fotografato dai Carabinieri  mentre effettuava appostamenti e pedinamenti nei pressi delle abitazioni e dei luoghi di lavoro delle vittima e dei loro famigliari.

 

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