Bye bye Reggio, città dell’accoglienza. Subito in libertà i “guerriglieri” nigeriani

8/9/2015 – Il sindaco Luca Vecchi  ha auspicato “pene severe e l’espulsione” per i responsabili del pomeriggio di guerriglia urbana che ha sconvolto il centro di Reggio dal piazzale della Stazione a via quattro Novembre sino a dilagare in via Emilia Ospizio. La risposta non è tardata ad arrivare:  gli otto nigeriani arrestati da Polizia e Carabinieri nel corso degli scontri –  che hanno coinvolto una quarantina di africani con almeno quattro feriti in un’allucinante battaglia a colpi di martelli, cacciaviti,bastoni e in cui sono comparsi coltelli, un’accetta e sembra una pistola – sono tornati subito liberi  dopo una notte di cella.

Uno, il giovane ricoverato in ospedale con diverse ferite e 40 giorni di prognosi, è stato rimesso in libertà e denunciato a piede libero dal p.m. Valentina Salvi, gli altri sette sono usciti al termine dell’udienza di convalida degli arresti: il giudice Alessandra Cardarelli , dopo cinque ore di dibattimento, ha accolto le richieste della Procura e ha disposto per tutti  l’obbligo di firma in Questura tutti i giorni. Il processo è stato fissato per il primo ottobre: solo due hanno a carico le imputazioni di rissa aggravata e porto abusivo d’armi, gli altri devono rispondere di reati minori che prevedono pene basse, nonostante l’allarme sociale generato, i danni provocati, il rischio corso da tanti cittadini. Il fatto che fossero quasi tutti incensurati ha reso praticamente automatica la scarcerazione.

Nondimeno si può immaginare la frustrazione delle forse dell’ordine, che da oggi si ritroveranno davanti le stesse facce beffarde dei nigeriani arrestati e rimessi in libertà.  Sempre che non se la svignino prima del processo. Intanto un’altra ventina sono ricercati.

Gli scontri sarebbero stati generati dai maltrattamenti inflitti da Ethis Ughegele, 29 anni, alla fidanzata Elizabeth, che nella giornata di sabato aveva chiesto aiuto alla Polizia. Domenica la famiglia di Elizabeth ha affrontato il marito manesco e il suo clan dapprima in un negozio, poi in una esplosione di ferocia crescente tra i contendenti nella zona dei taxi della stazione, infine in piazza del Tricolore e in via Emilia Ospizio.

Il giovane, davanti al giudice ha dato una versione diversa: sarebbe lui la vittima,perchè i genitori non vogliono che frequenti la ragazza, tanto che sabatolo avrebbero picchiato ai giardini pubblici. Domenica infine l’invito a un incontro pacificatori, che in realtà era una trappola: questo sempre secondo l’uomo accusato, dalla fidanzata Elizabeth, di maltrattamenti.

Si può immaginare anche lo choc dei cittadini:  i fatti di domenica non hanno precedenti, ed è ormai generale la convinzione che Reggio sia a un punto di non ritorno, oltre il quale c’è inevitabilmente un precipizio sociale, economico, di convivenza. E di fronte a questo rischio, percepito pelle pelle dalla cittadinanza, dai lavoratori, dai pendolai, dagli operatori economici, la risposta che ha dato il Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza – una pattuglia fissa davanti alla stazione – appare come un pannicello caldo. Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia, aveva chiesto “se necessario” l’impiego dell’esercito nelle zone più calde della città.

Si può fare di più che mettere una pattuglia fissa? Di certo il Prefetto e i responsabili della forza pubblica conoscono bene la situazione e le disponibilità di uomini e mezzi, ma è certo che sino a quando non sarà bonificata manu militari l’area delle ex Reggiane e non sarà portata a fondo la bonifica di via Turri (iniziata con preveggenza dal questore Isabella Fusiello) Reggio Emilia resterà in balìa delle bande di immigrati e dei malviventi di ogni nazionalità.

A dar voce allo stato d’animo dei cittadini è Erminia Ferrari, titolare da sei anni dell’Hotel San Marco in piazzale Marconi: un’imprenditrice che ha dato soldi e anima, senza clamori, per migliorare la zona. “Quanto successo domenica è gravissimo – ha dichiarato alla Gazzetta di Reggio – Le decisioni che verranno prese dovranno servire da esempio. Abbiamo vissuto un altro episodio incredibile che ci ha portati a un punto di non ritorno: ci sono troppe persone che si sentono in diretto di fare ciò che vogliono. Questa non è integrazione, e mi fa temere degenerazioni nei rapporti, perchè la gente è stanca di subire”.

CHI SONO GLI ARRESTATI TORNATI IN LIBERTA’

Ethis Ughegele, 29 anni, abitante a Ferrara (il fidanzato) e Nicholas Osagiede (31 anni, nigeriano di Reggio), Best Owobu di 24 anni, Davide Obovod di 24, che avrebbero dato man forte a Ethis. Inoltre Martins Bello di 21 anni residente a Reggio, Henry Adesotu Aghahowa di 29 di Reggio e Daniel Ehizokhale, di Modena: questi tre sarebbero i famigliari della fidanzata Elizabeth. Ma gli schieramenti, circa una ventina di africani per parte, fanno pensare a scontri pianificati, con la chiamata a raccolta dei clan contrapposti. Qualcuno non la racconta tutta.

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