“O bella ciao”: i canti di guerra popolari con Ambrogio Sparagna in piazza Prampolini

3/8/2015 – O Bella Ciao, il concerto-spettacolo che va in scena lunedì 3 agosto, alle ore 21.30, in piazza Prampolini a Reggio Emilia (ingresso gratuito) per il cartellone estivo Restate, nell’ambito di Festival Mundus, chiude il ciclo  che Ambrogio Sparagna ha dedicato in questi anni alla storia del canto sociale italiano.

Ambrogio Sparagna con l'Orchestra popolare italiana

Ambrogio Sparagna con l’Orchestra popolare italiana

A settanta anni dalla Liberazione, O Bella  Ciao racconta i movimenti della mente e del cuore di quegli uomini semplici che cercarono conforto alla disumanità della guerra nella voce e nella forza della poesia cantata.
Nel concerto che Sparagna terrà insieme all’Orchestra Popolare Italiana dell’auditorium parco della musica e al Coro Amarcanto, trovano posto tanti dialetti, le voci ed espressioni musicali popolari che hanno così intimamente caratterizzato la nostra storia nazionale, dai primi esempi di canto sociale, con la celebre Or che innalzato è l’albero, ai primi motivi giacobini, diffusi durante i fatti della Repubblica di Genova, al toscano Partire Partirò, brano dei coscritti napoleonici.

Non mancheranno le canzoni diffuse intorno agli anni dei moti rivoluzionari come O Venezia, e quelle che narrano l’epopea garibaldina in tutti i suoi risvolti, fra i quali il racconto, di grande suggestione, della morte di Ugo Bassi, il padre barnabita eroe della repubblica romana, e un canto che narra della madre in cerca del giovane figlio, Achille Cantoni, originario di Forlì, che salvò la vita all’Eroe dei Due Mondi nel corso della battaglia di Velletri del 1849.
Dopo una stagione di celebrazioni a Garibaldi e all’Unità nazionale si diffondono tuttavia, soprattutto nel Meridione, una serie di canti che manifestano un forte malumore popolare per il nuovo Stato: è a questo punto che lo spettacolo propone una ballata dedicata al brigante Carmine Crocco Donatelli, originario di Rionero in Vulture e capopopolo della rivolta nei territori della Basilicata dopo il 1860. L’amarezza popolare provata dopo la costituzione dello Stato nazionale genera, verso la fine del XIX secolo, un grande esodo delle classi popolari dall’Italia. Tanti, a questo proposito, i brani che testimoniano il fenomeno dell’emigrazione verso le Americhe. Tra questi Italia bella mostrati gentile, uno degli esempi di stornelli toscani più graffianti.
L’esperienza della vita in trincea favorì poi la formazione di un originale corpus, caratterizzato da contenuti e modalità espressive specifiche, capaci di raccontare l’atrocità della guerra, la fierezza del corpo di appartenenza, gli amori lontani, le speranze e la ricerca di affetto filiale. Numerose anche le canzoni ironiche e goliardiche, cantate per esorcizzare la paura della morte sempre in agguato: Montenero e Di qua di là dal Piave sono alcuni esempi di questo straordinario repertorio.
La parte monografica dedicata alla Resistenza è invece caratterizzata da alcuni classici canti partigiani (Siamo i ribelli della montagna, Fischia il vento, Il bersagliere ha cento penne, Quei briganti neri, Pietà l’è morta, La brigata Garibaldi, Bella ciao) e da alcuni ‘cunti’ sull’arrivo degli Americani in Sicilia e il martirio dei soldati italiani a Cefalonia, senza dimenticare la forza tragicomica di una straordinaria Tammuriata nera. Lo spettacolo si concluderà con la memoria di Primo maggio tragico, immortalato nel canto siciliano Portella della Ginestra.

Festival Mundus è promosso da Ater (Associazione Teatrale dell’Emilia-Romagna) e Regione Emilia Romagna e dal Comune di Reggio Emilia, insieme ai Comuni di Carpi, Correggio, Casalecchio di Reno, Casalgrande, Cento, Pavullo nel Frignano e Scandiano.

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