Reggio ricorda i martiri del 7 luglio, ma ancora una volta tace sulle altre vittime. Un convegno sul sindaco Cesare Campioli

6/7/2015 – Domani Reggio Emilia ricorda – nel 55esimo anniversario del loro sacrificio per la libertà e la democrazia – i martiri del 7 luglio 1960: Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli. Il programma di iniziative è promosso dal Comune di Reggio Emilia e dalla Provincia di Reggio Emilia, da Cgil, Cisl, Uil, associazioni Anpi, Alpi e Apc Anppia, Comitato democratico e costituzionale e Istoreco.

 Le iniziative avranno inizio, alle ore 17.45, con la visita al Cimitero monumentale (ingresso via Beretti), dove rappresentanti istituzionali, sindacali e delle associazioni partigiane renderanno omaggio alle tombe dei caduti.  Alle 18.45, nella piazza intitolata ai Martiri, è prevista la deposizione di una corona al cippo dedicato ai cinque caduti e la visita alle cinque “Pietre d’inciampo” installate sul selciato della piazza, luoghi ove caddero i giovani manifestanti, ricordati anche dai cinque platani e dalla scultura presenti nella stessa piazza.

 Alle ore 19, ai giardini pubblici (piazza della Vittoria),il sindaco Luca Vecchi, ilpresidente della Provincia Giammaria Manghi, Ettore Farioli, figlio di Lauro Farioli, e il professor Lorenzo Bertucelli, docente di Storia contemporanea all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia,ricorderanno i tragici fatti del 1960.

Alle ore 21, lo spettacolo Cronache e Cantacronache. Suoni e voci per il 7 luglio ’60”, il concerto di Mara Redeghieri con il nuovo progetto Attanadara e la performance del collettivo Arzan. Un momento di aggregazione, coinvolgimento e impegno, non solo per rendere un dovuto e sentito tributo di memoria, ma per dialogare con il presente insieme a due tra le realtà più autentiche e impegnate del nostro territorio.

 La celebrazione è preceduta, alle ore 16, nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia, dal convegno “Campioli: il Sindaco che fermò la violenza il 7 luglio 1960”. Per l’occasione viene presentato il volume ‘Cesare Campioli, Antifascista, sindaco e imprenditore (1902-1971)’ di RS Libri. Al convegno prendono parte il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi; Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia; Lorenzo Bertucelli dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia; Giacomo Notari, presidente provinciale dell’Anpi; Mario Monducci, presidente del Comitato organizzatore per il 40° anniversario della morte di Cesare Campioli. Coordina Simonetta Gilioli, presidente di Istoreco. Saranno inoltre presenti autori e testimoni degli atti pubblicati nel volume.

Questo convegno è uno primo sforzo lodevole per  affrancare la memoria di quella tragica giornata da un’iconografia consolidata, che ha sinora lasciato in ombra troppi aspetti: dal contesto politico (la lotta pre-insurrezionale contro il governo Tambroni) alla pianificazione a tavolino degli scontri, sino alle vittime dimenticate che pure avrebbero diritto alla memoria come i cinque martiri civili uccisi dalla Celere (non poterono neppure trovare rifugio in chiesa: i portoni rimasero sprangati su ordine del vescovo Beniamino Socche).

Poco più di un mese fa, è morto dopo una vita di sofferenze proprio una di quelle vittime silenti: l’ex poliziotto Paolo Eboli. Mu circondato e massacrato di bote dai manifestanti in piazza, e a seguito delle ferite riportate rimase cieco. Paolo Eboli, padre dell’ex consigliere comunale Marco, durante la guerra aveva combattuto nelle file della Resistenza. Perché Eboli non ha diritto alla memoria?

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