Crac Open.Co, lavoratori sulle barricate. I sindaci strattonano Legacoop: “Siete responsabili verso il territorio”

18/7/2015 – È veramente appesa a un filo la sorte di 540 posti di lavoro nel settore legno e serramenti di Legacoop, in gran parte concentrati alla ex cooperativa Cormo di San Martino in Rio e alla ex Coop Legno di Castelvetro.
La situazione è precipitata con la richiesta di concordato in bianco firmata da Daniele Sitta, ex assessore del Pd modenese riciclato alka presidenza della Open.Co. , società nata nel 2014 dalla fusione tra Cormo e Lavoranti in legno. L’azienda e Legacoop regionale hanno annunciato sacrifici pesanti e una nuova operazione di fusione tra la Open.Co al collasso e un’altra malata grave, la Lavoranti in legno di Ferrara anch’essa in concordato.
In questo dramma, è emersa l’incapacità dei dirigenti di indicare in questi  giorni le linee di un piano industrale. Di conseguenza ogni disastro apoare possibile e al momento non puó essere escluso, compresi licenziamenti massicci e la chiusura della storica ex Cormo (per decenni guidata da Demos Salardi) di S. Martino in Rio. Il tutto nel silenzio tremebondo di Legacoop Reggio, che più passano i giorni più appare francamente incomprensibile: non un comunicato, non una dichiarazione del presidente Volta. L’unica certezza è che Sicrea Group, guidato da vicepresidente di Lega Reggio Luca Bosi, non interverrà nella crisi.
In questa situazione il clima tra i lavoratori, soci e non soci è esplosivo. Nello sfondo dela crisi c’è anche il tema dei prestiti sociali, anch’essi congelati dal concordato. La rabbia é emersa nelle assemblee di giorni scosr,  in cui la Cgil  è riuscita a tenere la base giurano lott  dura sino a quando non saranno assicurate garanzie per ogni posto di lavoro. A San Martino, Castelvetro e Ferrara si è scioperato per quattro ore: restano altre dodici ore da fare.
Luigi Giove, segretario della Fillea Cgil Emilia-Romagna, paventa a ragione una “catastrofe sociale”: é un timore  che serpeggia anche in Regione, tant’è vero che sarà convocato entro pochio giorni il tavolo regionale chiesto dai sindacati all’assessore Palma Costi.
Oggi hanno preso posizione con una dichiarazione congiunta i sindaci di San Martino in Rio, Oreste Zurlinie di Castelvetro, Fabio Fanceschini: senza tanti complimenti richiamano il Movimento cooperativo (leggi Legacoop) alle proorie responsabilità dei confronti del territorio. Una ventuale chiusura della sede ex Cormo sarebbe per S. Martino un colpo fatale, come lo è stato per Reggiolo il crac della Cmr.

Zurlini e Franceschini esprimono “eguale preoccupazione per le due Imprese cooperative che hanno storicamente contribuito al benessere sociale e territoriale dei nostri due Comuni e rispettive Province. La recente fusione tra le due Imprese testimonia la tenace volontà di reagire ai colpi della crisi”
“In questo ambito apprezziamo, allo stesso modo – aggiungono –  i sacrifici che si sono sobbarcati tanto le maestranze di San Martino in Rio quanto quelle di Castelvetro.
Questo periodo di fusione ha messo in evidenza che esistono le condizioni di competenza, professionalità e di dotazione tecnologica per affrontare un mercato, senz’altro ridimensionato, ma tuttora esistente, seppure con caratteristiche diverse”.
Per questo – rimarcano – “va allontanata ogni ipotesi fatalista e rinunciataria. I tempi corrono inesorabilmente veloci . Facciamo appello alla Regione Emilia Romagna ed in particolare all’Assessore alle Attività Produttive Palma Costi, perché avvii il Tavolo istituzionale di confronto, cui già si è dichiarata disponibile, nel più breve tempo possibile”.
I due sindaci concludono: “Da parte nostra seguiremo giorno per giorno la vertenza in modo congiunto, senza cedere a tendenze campanilistiche, nella convinzione che il Mondo Cooperativo, oltre ai problemi occupazionali, non possa perdere di vista anche il tema di una responsabilità territoriale”.

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2 risposte a Crac Open.Co, lavoratori sulle barricate. I sindaci strattonano Legacoop: “Siete responsabili verso il territorio”

  1. un ex dipendente Rispondi

    21/07/2015 alle 08:58

    il presidente Sitta deve molte spiegazioni:

    1. perché, a partire dallo scorso settembre, dalla fusione delle due coop, non ha lavorato per concentrare tutta la produzione in un unico polo, mantenendo i posti di lavoro e tagliando cosi drasticamente i costi vivi?

    2. perché ha cercato in tutti i modi di eliminare il polo di San Martino in Rio, quando quest’ultimo sarebbe stato l’unico in grado di ospitare tutta la produzione e tutti gli uffici e . al contrario non ha mai pensato di eliminare il polo di Castelvetro?

    3. perché ha chiesto al personale sacrifici insostenibili , oltre alla riduzione dello stipendio dei dipendenti di San Martino in Rio, ad esempio l’incremento delle ore di solidarietà, sapendo che un taglio su questa voce di costo avrebbe generato ritardi nella produzione e dei disservizi nei confronti dei clienti?

    4. perché in tutti i notiziari si dice che la Open.Co è già in concordato quando, in realtà , non sono ancora stati portati i libri in tribunale?

    5. cosa aspetta a farsi da parte?

    • Pierluigi Rispondi

      21/07/2015 alle 09:21

      Se alcune notizie sono imprecise, lo si deve al silenzio inqualificabile dell’azienda e di Legacoop. Comunque è assodato che lunedì scorso il cda di Open.Co abbia deciso di chiedere il concordato al Tribunale. Grazie per le sue informazioni.
      Ghiggini

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