Vessazione fiscale. Unindustria ricorre contro il balzello per le spese dell’Autorità Antitrust: “Illegittimo”

14/7/2015 – “Perché il costo di funzionamento di una Authority di Pubblica Utilità deve essere pagata dalle aziende e non ricadere sulla fiscalità generale? Perché un tema di lotta ai monopoli ed alle concentrazioni viene pagata, principalmente, dalla società per azioni di medie dimensioni che operano in mercati nei quali è alto il numero dei competitor? Perché la Commissione Tributaria Provinciale di Roma, a nove mesi dall’instaurazione di un contenzioso, non ha ancora calendarizzato la prima udienza, mentre le aziende – il 31 luglio – saranno chiamate da quella stessa Pubblica Amministrazione a pagare con puntualità l’obolo?”.

Sono le domande sollevate da Unindustria Reggio Emilia, che è insorta anche per le vie legali contro l’ennesimo balzello del labirinto tributario italiano: la tassa sull’Autorità Antitrust. Se lo stesso criterio di finanziamento fosse  applicato alle migliaia  di authority, di agenzie e di ambiti, greppie per politicanti, galoppini e scaldapoltrone  che hanno quadruplicato la burocrazia a ogni livello, potremmo considerarci tutti fritti.

“Nelle cronache di ordinaria vessazione fiscale delle imprese italiane – ascrive l’associazione guidata dall’architetto Severi – c’è anche il contributo per il funzionamento dell’Autorità Antitrust, con il quale Unindustria Reggio Emilia, in stretta collaborazione con Confindustria Ceramica, con le organizzazioni territoriali confindustriali di Bologna e Parma e a breve Bergamo ha avviato un azione legale tesa ad ottenere la pronuncia di incostituzionalità del contributo stesso”.

A decorrere dall’anno d’imposta 2013 – specifica Unindustria Reggio – “sono tenute al pagamento del contributo per il funzionamento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) tutte le società di capitali che realizzano ricavi annui superiori a 50 milioni di euro, con un contributo, inizialmente pari allo 0,08 per mille, che è attualmente fissato allo 0,06 per mille

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