Confcooperative: più ottimismo sull’aumento dei fatturati, ma nell’agroalimentare il 40% prevede cali

24/7/2015 – In una situazione rappresentata dalla stazionarietà, il sistema imprenditoriale di Confcooperative Reggio Emilia mostra una tendenza alla crescita, seppure modesta, per i prossimi mesi.

Secondo l’ultima analisi congiunturale della centrale di piazzale Gerra, il 20,8% del campione prevede un aumento del fatturato nei prossimi mesi (il dato della prima parte del 2015 era al 12,5%), mentre scende dal 18,7 al 14,5% la quota delle imprese che prevede una diminuzione.

La situazione più critica riguarda l’agroalimentare, dove si dimezza il numero delle imprese che prevedono incrementi (7,6%) e passano dal 23 al 38,4% quelle che, al contrario, prevedono cali.

Per quanto riguarda l’occupazione, la prima parte del 2015 ha confermato la buona tenuta delle imprese di Confcooperative, con il 77% delle cooperative che ha mantenuto invariati i livelli occupazionali, il 10,4% che li ha aumentati e un utilizzo di ammortizzatori sociali che ha coinvolto meno di 90 lavoratori su oltre 16.000 e 7 cooperative (su oltre 400) in stato di crisi dichiarato.

In prospettiva, nuove assunzioni sono previste dal 12,5% delle imprese, mentre per le altre le previsioni sono in massima parte di stazionarietà.

“Sono segnali ancora timidi –  sottolinea Giuseppe Alai presidente di Confcooperative, del Consorzio Parmigiano Reggiano e del Banco Emiliano – anche però riguardano due elementi di particolare importanza. Da un lato  non solo si conferma la stabilità dei livelli occupazionali anche in settori in difficoltà come quello del lavoro e servizi, dall’altro si manifestano anche alcune tendenze all’aumento che valgono, in particolare, per le cooperative sociali, tanta parte delle quali sono oggi protagoniste di rilevanti investimenti come quello, ad esempio, del recupero dell’ex Polveriera di Reggio (che proprio oggi ha subito un attentato incendiario, ndr.) e del poliambulatorio 3C Salute”.

“Contestualmente – prosegue il presidente di Confcooperative – vi sono anche migliori tendenze sul fatturato per il comparto del lavoro e servizi, del turismo, cultura e sport, mentre in forte sofferenza resta l’agricoltura”.

Tuttavia la situazione è caratterizzata da  elementi sfavorevoli e da distorsioni plateali del mercato:”Nessuno ha messo mano, ad esempio, alle gare al massimo ribasso, non si è stroncato il fenomeno del dumping contrattuale, degli appalti che non rispettano le tariffe minime previste dai contratti nazionali, costringendo le cooperative a pesanti sacrifici per la tenuta dei livelli occupazionali nei settori a più alta densità di lavoro e a competere su un mercato falsato da diffusi comportamenti irregolari”.

“Sanare questa situazione – afferma Alai – è un dovere ineludibile al quale richiamiamo con urgenza la politica, le pubbliche amministrazioni, gli organi di controllo, a maggior ragione perchè si tratta di mettere in atto interventi che non presentano alcun costo e, anzi, costituiscono un atto di giustizia dal quale possono nascere nuovo lavoro regolare e nuovo gettito per le casse pubbliche”.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.