“La baia di Lorenzo”: i segreti di D.H. Lawrence a Fiascherino. Giovedì alla Far

9/6/2015 – Giovedì pomeriggio 11 giugno, ore 18,30, nell’ambito dei Caffè del Giovedì della Far Studium Regiense, l’Oratorio della Trinità di via San Filippo 14 a Reggio Emilia, ospita una conferenza di Silvio Vallero e Pietro Ferrari autori de “La baia di Lorenzo”, edizioni Cinque Terre, un libro dedicato allo straordinario soggiorno di David Herbert Lawrence e Frieda von Richthofen nella spiaggia di Fiascherino.

Poco più di cent’anni fa, tra il settembre 1913 e il giugno 1914, Frieda von  Richthofen e David H. Lawrence, il grande scrittore dell’Amante di Lady Chatterley, approdarono a Fiascherino, tra Lerici e Tellaro, dove trascorsero nove mesi di quelli che non si dimenticano.

Fiascherino è una delle spiagge più amate da reggiani e parmigiani, famosa nel mondo per la sua bellezza che nel complesso ha resistito agli assalti anche del cemento. In questa spiaggia è ambientato “La baia di Lorenzo”, libro nel quale Silvio Vallero ripercorre con penna valente la storia, i segreti e le emozioni di quei giorni a Fiascherino, che per Lawrence furono molto prolifici, e che lì scrisse L’Arcobaleno e numerose poesie.

“La baia di Lorenzo” è prima di tutto il racconto di un’amicizia, quella tra lo scrittore ed Ezechiele, nonno di Vallero e il maggiore dei fratelli Azzarini che coltivavano il podere del senatore Cimati: all’epoca unici abitanti di quell’angolo di paradiso pennellato tra gli ulivi e il mare. Ed è nel contempo la storia di una coppia che sfidava le convenzioni e preferiva radicalmente il rapporto profondo e vero con la famiglia di contadini-pescatori della baia incantata, al sussiego delle ricche famiglie inglesi che svernavano nelle ville del Golfo della Spezia.

Un rapporto che continuò anche dopo la loro partenza, alle prime avvisaglie della Grande Guerra, sino alla morte di Lawrence, avvenuta nel 1932 a Vence.

Lorenzo è il nome con cui a Fiascherino avevano ribattezzato Lawrence, ed è il nome affettuoso col quale  Frieda lo salutò per l’ultima volta gettando un pugno di terra sulla tomba di Vence: «Ciao, Lorenzo». Ciò a conferma del segno lasciato nella coppia dalla stagione magica trascorsa nel Golfo dei poeti. Per anni, del resto, Lawrence restò in corrispondenza con Eoa Rainusso, la maestra di Tellaro che gli aveva dato lezioni di italiano. Fra i documenti inediti del libro, spicca proprio una lettera scritta nel 1915, durante la guerra, mentre su Londra “cadevano i bombi “ lanciati dagli Zeppelin tedeschi.

Da qui il titolo del libro scritto da Vallero attingendo alle memorie tramandate nella famiglia e alle lettere di D. H. Lawrence da Fiascherino, in una nuova magistrale  traduzione curata dall’anglista Pietro Ferrari, co-autore del libro.

“La baia di Lorenzo”, con la presentazione di Pierluigi Ghiggini, ha già totalizzato diverse ristampe, e di recente ha avuto il privilegio di una edizione  in inglese.

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