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Emicrania: nuova tecnica chirurgica a Parma
Successo al 90%

12/6/2015 – Nuova terapia mini-invasiva dell’emicrania per i pazienti che non rispondono alle varie terapie con i farmaci o nei quali sono presenti effetti collaterali così significativi da rendere non praticabili questi trattamenti.
La tecnica consiste nella sezione di piccoli muscoli situati nella regione frontale o occipitale con una sola incisione di pochi centimetri nel cuoio capelluto (e quindi nascosta dai capelli, quando presenti) e l’utilizzo di un particolare endoscopio, al fine di liberare dei nervi, la stimolazione dei quali va ad innescare gli attacchi di emicrania. Ne descrive i risultati, in un articolo sull’ultimo numero della rivista scientifica internazionale ‘The Journal of Craniofacial Surgery’, Edoardo Raposio, della Sezione di Chirurgia Plastica del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università di Parma.
    La tecnica chirurgica e’ stata perfezionata da due anni nella ‘Chirurgia della Cute ed Annessi, Mininvasiva, Rigenerativa e Plastica’ dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.
    L’intervento, in anestesia locale ed in regime di one-day surgery (una notte di ricovero), dura circa due ore e le percentuali di successo (totale scomparsa dei sintomi o diminuzione importante della frequenza/durata/gravità degli attacchi) sono stati pari al 90% dei pazienti trattati.
    L’emicrania affligge circa il 12% della popolazione, con una massima incidenza verso la quarta decade di vita, e colpisce più frequentemente il sesso femminile. Spesso di carattere ereditario, nei soggetti predisposti gli attacchi – che durano da alcune ore a diversi giorni – possono essere scatenati da vari fattori (fumo, stanchezza, stress, alcool e alcuni cibi), essere preceduti da alcuni sintomi visivi o sensitivi, e consistono in un dolore pulsante (di solito localizzato in un lato solo della testa) accompagnato da nausea, stanchezza ed ipersensibilità alla luce. Una patologia prostrante, invalidante e causa, fra l’altro, di numerose assenze lavorative.
(fonte: ansa.it)

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