Teatro Valli, gran finale con la Mahler Chamber Orchestra diretta da Daniele Gatti con un programma tutto Beethoven

Mahler Chamber Orchestra (ph. Sonja Werner)

29/5/2015Grande finale della stagione concertistica del teatro Valli di Reggio Emilia,  sabato 30 maggio, ore 20.30,  con la Mahler Chamber Orchestra diretta da Daniele Gatti, con un programma tutto dedicato a Beethoven: la Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60 e la n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 «Eroica». Pochissimi i posti ancora disponibili.

La Mahler Chamber Orchestra, fondata da Claudio Abbado è di casa al Teatro Valli: orchestra internazionale, che viaggia all’incirca duecento giorni all’anno, è stata definita  da Le Monde “la migliore orchestra al mondo”, all’indomani di un Fidelio di Beethoven, diretto da Claudio Abbado, che debuttava al Teatro Real di Madrid, ma che era partito proprio dal Municipale Valli di Reggio Emilia.

Sabato la Mahler Chamber Orchestra sarà condotta da Daniele Gatti, direttore italiano tra i più apprezzati a livello internazionale, che con la Mahler Chamber Orchestra ha portato e sta portando avanti diversi progetti, tra cui una tournée tutta dedicata alle sinfonie di beethoveniane, che proseguirà per il 2015 e il 2016.

A Reggio Emilia in programma la Sinfonia n.4 e la n.3.

Scritta tra il 1802 e il 1804, la Terza Sinfonia in mi bemolle maggiore op. 55 ebbe una gestazione travagliata, lasciando dietro di sé una notevole quantità di abbozzi e correzioni, testimonianza del faticoso impegno creativo del compositore, alle prese con un’opera che avrebbe spezzato la continuità che le prime due Sinfonie, pur in misura diversa, mantenevano con il secolo di Haydn e Mozart. Intitolata «Eroica» dallo stesso autore, che in un primo momento aveva intenzione di dedicarla a Napoleone, è, con eccezione della Nona, la più lunga ed articolata di tutte le Sinfonie di Beethoven. Di tutt’altro carattere invece la Quarta Sinfonia – eseguita in apertura di serata – in si bemolle maggiore op. 60, scritta due anni dopo nell’estate del 1806.  Paragonata da Schumann a «una slanciata fanciulla greca fra due giganti nordici» – la Terza e la Quinta – è un’opera pervasa da un’atmosfera luminosa e amabile che, per certi aspetti, già fa presagire il clima della Sinfonia Pastorale.

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