Spese pazze in Regione: chiesto processo per 16 Pd. Ci sono anche l’on. Richetti, Rita Moriconi, Marco Barbieri e Beppe Pagani

5/4/2015-La Procura della Repubblica di Bologna ha inoltrato al Gip richieste di rinvio a giudizio per 16 consiglieri regionali del gruppo Pd, per i rimborsi tra giugno 2010 e dicembre 2011. Rispetto agli avvisi di fine indagine di novembre ci sono state due richieste di archiviazione, per il riconfermato in consiglio Antonio Mumolo e per Paola Marani. Tra i destinatari della richiesta di processo c’è anche il deputato Matteo Richetti, per 5 mila euro di spese.

Le richieste sono state firmate dai Pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari, che hanno coordinato il lavoro della Gdf, e vistate dal procuratore aggiunto Valter Giovannini. Sono confermati gli importi di spesa contestati negli avvisi di fine indagine per peculato, in tutto 42 e che avevano riguardato consiglieri di tutti i gruppi, dopo un’inchiesta durata due anni.
L’unica posizione stralciata e poi archiviata era stata quella di Stefano Bonaccini che, prima delle elezioni da cui sarebbe
risultato presidente della Regione, chiese e ottenne di farsi
interrogare dai Pm.

Prima delle posizioni dei consiglieri del Pd erano state definite con richieste di rinvio a giudizio tutte le altre – in alcuni casi con udienze preliminari giá iniziate – eccetto quelle degli undici indagati Pdl, per i quali la decisione dovrebbe essere imminente. Tra i Pd che andranno davanti al
giudice dell’udienza preliminare c’è l’ex capogruppo Marco Monari, cui erano contestate spese per 940mila euro e che si dimise in corso di indagine, la reggiana Rita Moriconi per 17 mila euro, tra i cui rimborsi finì la spesa per un sexy toy
(poi rivendicata dal collaboratore Rosario Genovese: aveva fatto l’acquisto per un regalo di compleanno a un amico, all’insaputa della consigliera), l’attuale eurodeputato Damiano Zoffoli e l’ex assessore regionale Luciano Vecchi.
Chiesto il rinvio a giudizio anche per i reggiani Marco
Barbieri (9mila euro) e Giuseppe Pagani (5 mila euro), inoltre per  Marco Carini (9mila euro); Thomas Casadei (4mila euro); Gabriele Ferrari (11mila euro); Valdimiro Fiammenghi (15mila euro); Roberto Garbi (6mila euro); Mario Mazzotti (13mila euro); Roberto Montanari (24mila euro); Anna Pariani (7mila euro); Roberto Piva (15mila euro)

Per Marani e Mumolo gli inquirenti hanno ritenuto convincenti le giustificazioni e le documentazioni fornite per dimostrare la liceità delle spese fatte con l’attività da consigliere, rispettivamente per 3mila e 6mila euro.

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