Acqua pubblica, lo scontro a sinistra diventa crisi politica. Aut aut di Sel al sindaco Vecchi: “O si va avanti o salta la maggioranza”

29/5/2015 – Oggi il leader della Fiom Maurizio Landini torna nella “sua” Reggio Emilia per il battesimo locale di coesione Sociale. la rete-movimento-partito promossa a sinistra del Pd  dallo stesso Landini. Sarà al circolo Catomes Tot per la manifestazione, dalle 19 alle 22, su “Ritorno al futuro per l’acqua pubblica” con l’economista anti-globalista Riccardo Petrella, fondatore e presidente dell’Università del Bene Comune di Firenze, e di Corrado Oddi, presidente del forum italiano Movimenti per l’acqua.

Con l’intervento di Landini, lo scontro a sinistra sulla ri-pubblicizzazione dell’acqua pubblica compie un salto di qualità e diventa un programma politico intorno al quale si aggregano una parte del Pd per lo più osservanza civatiana e in attesa del decollo di “Possibile” (il movimento podemista che Civati presenterà il 2 giugno a livello nazionale) e l’arcipelago di Coesione Sociale. Il tema dell’acqua pubblica è punto molto debole per gli equilibri del Pd, ed è evidente che su questo terreno Reggio Emilia diventa il luogo di sperimentazione di un’agreggazione politica a sinistra che potrebbe mettere insieme parecchie forze: da Landini, appunto, ai civatiani a Sel (che ha mandato il preavviso di licenziamento al vicesindaco Matteo e ha avvertito il sindaco: o si fa avanti con l’acqua pubblica, che è nelprogramma della Giunta, o si apre lacrisi).

Per questo l’incontro di stasera sarà ribollente, entropico e carico di aspettative.

Il dibattito sull’acqua pubblica si è infiammato dopo le indiscrezioni su alcune cifre del piano che l’assessore Mirco Tutino presenterà a giorni: il corsto delritorno della gestione dell’acqua ai Comuni costerebbe circa 22milioni di euro, in parte per il prezzo da rifondere a Iren e in parte per i debiti di Agac Infrastrutture. Se le cose stanno così, e non è possibile ridurre drasticamente i costi (anche il prezzo di 30 milioni da pagare a Iren è considerato non sopportabile dalle casse pubbliche) secondo il sindaco Vecchi e  la maggioranza degli amministratori locali la strada è sbarrata. Di fatto il piano Tutino, che tuttavia continua a sostenere senza deflettere la battaglia dell’acqua pubblica, ha scompaginato i giochi e messo in difficoltà il movimento per la gestione esclusivamente pubblica della risorsa acqua. Quanto conti effettivamente, lo vedremo presto. In attesa della presentazione del piano Tutino, la tensione si taglia col coltello, e lo dimostrano i toni accesi su Facebook, con sequele di insulti a chi non la pensa come i podemisti dell’acqua.

E per dire, appunto, a che livello è giunta la tensione, Sinistra Ecologia e Libertà ha  ufficializzato l’auto aut al sindaco Vecchi: o acqua pubblica o Sel esce dalla maggioranza.

Ieri sera l’assemblea federale di Sel di Reggio Emilia, presenti il vicesindaco Matteo Sassi (finito sotto accusa) e il consigliere regionale Yuri Torri, ha votato all’unanimità (salvo un’astensione) la mozione presentata dal coordinatore Michele Bonforte. Ildocumento intima al sindaco di portare iltema alla discussione del consiglio generale, e dichiara “non praticabile” l’affidamento in concessione della gestione dell’acqua attraverso la procedura di evidenza pubblica (una sorta di gara d’appalto che deve essere esperita entro il 30 settembre, ndr. ). In tale caso “la coalizione verrebbe meno“. Più chiaro di così…

 

L’ORDINE DEL GIORNO APPROVATO DALL’ASSEMBLEA DI SEL

PREMESSO CHE

il 12 e 13 giugno 2011 oltre il 68% dei cittadini residenti in provincia di Reggio Emilia si sono recati a votare per alcuni referendum abrogativi (il dato provinciale di affluenza più alto in Italia), fra cui in particolare due quesiti riguardanti il tema dell’acqua pubblica sui quali circa il 96% dei votanti si è dichiarato a favore dell’abrogazione di due norme che limitavano fortemente il concetto di pubblicità ed equa gestione del servizio idrico.

RILEVATO CHE

i quattro governi che si sono succeduti nel periodo 2011-2015 – esecutivi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi – non hanno attuato la volontà politica espressa dagli italiani con il voto del 12 e 13 giugno 2011, anzi hanno indotto e promosso legislazioni finalizzate ad impedire agli Enti Locali di realizzare percorsi di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato.

CONSIDERATO CHE

la ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico integrato era ed è un punto centrale del programma elettorale della coalizione PD-SEL che ha sostenuto l’elezione a Sindaco di Reggio Emilia di Luca Vecchi;

negli ultimi due anni è stato avviato un percorso di analisi e condivisione sul tema dell’acqua pubblica tutt’ora in corso. Lo scopo è quello di definire un soggetto pubblico finalizzato alla gestione del servizio idrico non prima, tuttavia, di aver verificato la fattibilità economico finanziaria derivante dalla costruzione di un solido piano industriale che consenta di non pregiudicare, con l’avvio del processo di pubblicizzazione, i risultati di qualità e di eccellenza conseguiti a Reggio Emilia nella gestione del servizio idrico integrato.

PRESO ATTO CHE

la legislazione prevede che le forme di gestione del SII siano da individuare:

  • nell’affidamento del servizio con procedura di evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del Trattato di funzionamento dell’Unione Europea;
  • nell’affidamento del servizio a società mista il cui socio privato sia scelto mediante procedura ad evidenza pubblica;
  • nell’affidamento del servizio a soggetto interamente pubblico in house, purché l’affidatario disponga dei requisiti individuati dalla giurisprudenza dell’Unione Europea;

il termine perentorio per disporre l’affidamento della gestione del servizio idrico integrato è il 30 settembre 2015.

OSSERVATO CHE

a fine maggio 2015, a poche settimane dalla scadenza dei termini soprariportati relativi all’affidamento del SII, i Sindaci della provincia non si sono ancora pronunciati circa la forma di gestione da adottare.

CON IL PRESENTE ODG L’ASSEMBLEA FEDERALE DI SINISTRA ECOLOGIA LIBERTÀ DI REGGIO EMILIA:

  1. valuta positivamente il lavoro di approfondimento finora svolto e chiede ai propri rappresentanti istituzionali di lavorare alla creazione di una nuova società in house totalmente pubblica alla quale affidare il SII;
  2. chiede al Sindaco di Reggio Emilia,come da mozione recentemente approvata, di prevedere una discussione in Consiglio comunale in merito alle proposte di fattibilità economica a cui sta lavorando l’Assessore Tutino e in seguito di avanzare una proposta da sottoporre all’assemblea dei Sindaci della provincia di Reggio Emilia;
  3. visto il contesto attuale e gli impegni assunti in campagna elettorale, considera inaccettabile affidare la gestione del servizio idrico integrato attraverso la modalità della procedura di evidenza pubblica. Si tratterebbe di una violazione degli accordi di coalizione, che a quel punto sarebbe di fatto venuta meno.
  4. da mandato ai propri consiglieri ed amministratori presenti nei comuni della provincia di RE, di rappresentare queste posizioni nelle giunte e nei consigli comunali.

 

 

 

 

 

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2 risposte a Acqua pubblica, lo scontro a sinistra diventa crisi politica. Aut aut di Sel al sindaco Vecchi: “O si va avanti o salta la maggioranza”

  1. waterboy Rispondi

    29/05/2015 alle 14:29

    Straordiaria SEL, in Puglia si oppone in tutti i modi al semplice approdo di un tubo del gas metano come ne sono stati posati migliaia in Italia, a Reggio minaccia di far cadere la giunta per una battaglia ideologica che interessa solo a loro e quei 4 gatti del Acqua Bene Comune e che lascia indifferenti la stragrande maggioranza dei cittadini.Continuiamo così, facciamoci del male…

  2. franco Rispondi

    31/05/2015 alle 11:14

    Convinto che alla fine non abbandoneranno le poltrone, mi sembra che questa battaglia sia giusta. Non possiamo permettere che la gestione dell’acqua, bene primario per la vita, sia oggetto di speculazione finanziaria ed in mano ad un carrozzone, che ha quale unica responsabilità quella di conseguire risultati economici, scaricando le eventuali inefficienze ed errori sui consumatori e senza che questi possano contare nulla. Almeno la gestione pubblica porterà a polemiche e battaglie, ma aiuterà anche a far maturare i cittadini in occasione del voto( scegliere cioè i migliori)in base anche all’efficienza ed ai costi della gestione.

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