13/5/2015 – Martedì 12 Maggio una delegazione reggiana della Cgil di Reggio Emilia e dell’Associazione familiari
vittime Amianto si è recata a Torino alla prima udienza preliminare sul
secondo processo Eternit , che temporaneamente vede coinvolti anche due reggiani
deceduti a causa dell’amianto.
E’ stata un’udienza breve, rinviata su richiesta della difesa dell’imputato Stephan
Schmidheiny proprietario di vari stabilimenti tra cui quello di Rubiera.

La delegazione reggiana a Torino, all’udienza preliminare del processo Eternit 2. Con la fascia tricolore il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro
Al termine Ciro Maiocchi della Cgil e Dirce Fantini responsabile dell’Afeva -Sportello amianto, hanno annunciato che solo al termine dell’udienze preliminari sarà valutata insieme ai legali la possibilità di costituirsi parte civile, e che il sindaco di Rubiera intanto ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia.
“Dall’udienza abbiamo appreso che si sono costituite come parti civili,
molte sedi Provinciali e regionali della Cgil e Amministrazioni comunali
ove sono stati riscontrati i decessi causa le lavorazioni delle aziende
Eternit dislocate in diversi territori italiani – hanno dichiarato Maiocchi e Fantini –
Al termine delle udienze preliminari valuteremo la possibilità di
costituirci parte civile come Cgil di Reggio Emilia, Cgil Regionale e AFeVA.
Vorremmo farlo con tutte le cautele del caso soprattutto per ciò che hanno
vissuto i familiari delle vittime con la prima sentenza conclusasi con la
prescrizione e quindi con l’impossibilità di procedere e fare giustizia – sottolineano –
Come Cgile AFeVA, insieme al sindaco di Rubiera che ha già avviato un esposto
presso la procura di, siamo convinti della necessità di un atto
conseguente alla gravità dei fatti e che vada oltre i familiari.
Abbiamo tempo fino a luglio circa, cioè per la durata della fase preliminare, per capire se
l’impianto accusatorio regge o no soprattutto rispetto al tema
prescrizioni. Infatti l’accusa formulata di omicidio volontario non ha
prescrizioni, ma se questa dovesse nessere trasformata nella fase di rinvio a giudizio in
omicidio colposo la situazione ripiomberebbe nel tema prescrizione che in
questo caso si aggirerebbe tra i 10 e i 12 anni”.
“Abbiamo letto -aggiungono – dalle dichiarazioni dei difensori del magnate svizzero che
“questo processo viola i diritti umani e che l’accusa di omicidio
volontario sembra una forzatura“.
Poichè sin dal precedente processo erano emerse prove sulla consapevolezza
del pericolo amianto, a nostro avviso, non può rimanere impunito un signore
che ha tolto il diritto alla vita a centinaia di lavoratori e ha prodotto
una tale devastazione ambientale.
In tutta questa fase ci terremo in stretto contatto con la Cgil e
Associazione di Casale Monferrato.
Ci auguriamo anche che l’esposto presentato dal sindaco di Rubiera alla
Procura di Reggio Emilia abbia un seguito e che si apra un nuovo
procedimento penale, comprensivo dei casi di decesso esaminati nel
precedente Processo, anche su cati nuovi purtroppo emersi recentemente .
Qualora fosse ritenuto necessario da parte nostra ci rendiamo disponibili a
fornire tutti i dati in nostro possesso, per contribuire all’accertamento
della verità e alla giusta condanna dei colpevoli.
Insomma nessuno di noi è disposto a mollare – concludono – ma vogliamo una giustizia
effettiva, vogliamo una sentenza eseguibile immediatamente, vogliamo che i
responsabili di questa strage paghino durissima mente i loro errori”.
La CGIL di re DIP. AMBIENTE SICUREZZA Resp. Ciro Maiocchi cell.
3356520240
la AFEVA di RE. – SPORTELLO AMIANTO Resp. Dirce Fantini