Ora tutti vogliono salvare le Fiere: il piano Prampolini ha il via libera di Vecchi, Stefano Landi, Manghi e del Pd

22/5/2015 – L’iniziativa di Confcommercio per salvare il polo fieristico ha dato una vera scossa al mondo politico ed economico reggiano, che sembra risvegliarsi come la bella addormentata di fronte alla morte annunciata (e dissennatamente cercata) di via Filangieri. Dopo il sì incondizionato di Giuseppe Pagliani (Forza Italia) e l’incoraggiamento di Alberini della segreteria provinciale Cgil (“bisogna provarci”), la proposta messa sul tavolo da Donatella Prampolini oggi ha raccolto “l’apprezzamento” del segretario cittadino del Pd Mauro Vicini che auspicaacnhe ilsostegno delle istituzioni locali, e soprattutto  la non ostilità dei soci pubblici, gli stessi che pochi giorni fa avevano deliberato lo scioglimento anticipato di fiere di Reggio, innescando il meccanismo di fuga degli eventi fieristici. Il sindaco Luca Vecchi, presidente della provincia Giammaria Manghi e il presidente della Camera di commercio Stefano Landi hanno diffuso una lunga nota, che per i suoi contenuti sembra più rivolta agli addetti ai lavori che all’opinione pubblica, in cui dichiarano “la propria disponibilità verso ogni possibile ed ulteriore interlocuzione di natura propositiva”.

Si tratta di un comunicato non privo di interesse che ancora una volta sorvola sulle origine del buco che ha portato Fiere di Reggio al crac (il debito di Sofiser che porta firme politiche  ben precise) ma rivela qualche retroscena poco noto. I soci pubblici difendono il loro operato affermando di aver fatto il possibile per assicurare la continuità dell’attività fieristica, al punto di aver espresso la disponibilità ad accollarsi eventuali penali in caso di vendita all’asta, e di fatto scaricano la responsabilità sul liquidatore giudiziale che insieme al giudice, come scrive Vicini, avrebbe opposto un rifiuto alla società Fieremilia. Non solo, gli enti locali lanciano un avvertimento preciso: chiunque comprerà padiglioni e aree dovrà venire a trattare con comune e provincia. Scrivono Vecchi, Manghi e Landi: “L’eventuale acquirente dovrà concordare con Comune e Provincia al fine di cambiare la destinazione delle aree e dei fabbricati, prevede un iter complesso e condiviso, durante il quale non sarebbe possibile esercitare alcuna altra attività rispetto a quella fieristica. L’area si configura infatti come Polo funzionale e in quanto tale per poter essere trasformato in termini di funzioni ed usi necessita della condivisione di Comune e Provincia attraverso uno specifico accordo territoriale”.

In sostanza: oggi in via Filangierisio puòfare solo attività fieristica e ogni cambiamento di destinazione dovrà essere concordato con gli enti pubblici che decidono sull’urbanistica. Come dire: nessuno si illuda di comprare le aree e fare ciò che gli pare.

Ricordiamo che la proposta Prampolini prevede l’affitto del ramo di azienda eventi con un preavviso di almeno dodici mesi in caso di recesso.

IL COMUNICATO DI VECCHI, MANGHI E LANDI

“Con riferimento agli interventi relativi alle ipotesi di salvataggio delle Fiere e alle strade che, secondo taluni, i soci pubblici dovrebbero perseguire, occorre precisare che:

 a) la strada, delineata nella proposta alternativa presentata al Tribunale di Reggio Emilia, che consisteva nell’immissione di titoli e liquidità per circa 20 milioni di euro, si è rivelata non percorribile, poiché non in linea con le attuali limitate disponibilità finanziarie degli Enti;

b) una nuova trattativa con Fiera Milano spa è stata riavviata circa sei mesi or sono, riscontrando, tuttavia, assenza di interesse nei confronti del nostro polo fieristico, anche in considerazione dell’imminente avvio di Expo 2015 e dei conseguenti rilevanti investimenti che la controparte stava all’epoca sostenendo;

c) più volte i rappresentanti dei soci pubblici hanno incontrato esponenti politici e tecnici della Regione Emilia-Romagna per valutare operazioni di aggregazione fra poli fieristici, quantomeno legati agli eventi e alla loro conservazione sul territorio locale o di area vasta;

d) si sono tenuti più incontri con gli organi della procedura concorsuale, cui è sottoposta Reggio Emilia Fiere spa in liquidazione, al fine di valutare dapprima la prosecuzione del contratto di affitto d’azienda con FieREmilia srl, ottenuta fino al 31 dicembre 2015, poi ulteriori proroghe;

e) in particolare, nel corso dell’ultima assemblea dei soci, tenutasi il 28 aprile scorso, Camera di commercio, Comune e Provincia hanno, congiuntamente, nominato il dottor Mondadori quale liquidatore sociale di Reggio Emilia Fiere spa con il mandato di esplorare ogni possibilità di prosecuzione dell’attività espositiva. Tali richieste sono state indirizzate anche al liquidatore giudiziale avvocato Tiziana Volta, cui è stato chiesto, nelle more delle vendite immobiliari previste dal concordato preventivo omologato, di consentire la prosecuzione dell’attività fieristica da parte di FieREmilia srl. A tal proposito, i soci pubblici si erano impegnati a valutare anche di poter sostenere essi stessi eventuali penali relative all’interruzione dell’attività causata dalla cessione dei beni immobiliari, mediante il parziale utilizzo del residuo attivo di liquidazione, che ad essi sarebbe spettato qualora si concretizzassero le vendite previste ai valori di perizia o comunque a valori superiori a quelli delle passività aziendali;

f) i soci pubblici hanno evidenziato più volte che l’ipotesi in precedenza descritta non avrebbe causato alcun pregiudizio ai creditori sociali o al buon esito della procedura, non solo per la disponibilità manifestata a farsi carico di eventuali penali, ma anche perché il percorso di programmazione urbanistica, che l’eventuale acquirente dovrà concordare con Comune e Provincia al fine di cambiare la destinazione delle aree e dei fabbricati, prevede un iter complesso e condiviso, durante il quale non sarebbe possibile esercitare alcuna altra attività rispetto a quella fieristica.L’area si configura infatti come Polo funzionale e in quanto tale per poter essere trasformato in termini di funzioni ed usi necessita della condivisione di Comune e Provincia attraverso uno specifico accordo territoriale – percorso simile a quello compiuto sulle Reggiane – Pertanto qualsiasi auspicato interesse privato dovrà, per poter essere programmato e successivamente attuato, collimare con l’interesse pubblico degli Enti territoriali coinvolti attraverso un percorso urbanistico, che prevede prima un accordo territoriale e successivamente l’inserimento nel Piano operativo comunale (Poc).Pertanto, gli introiti derivanti dall’eventuale ed auspicata prosecuzione dell’affitto d’azienda sarebbero a vantaggio della procedura in una prima fase e del futuro acquirente fino al termine del percorso urbanistico.

g) i soci pubblici hanno incontrato i dipendenti della Società e hanno con essi assunto l’impegno a mettere in campo  ogni azione possibile affinché, temporaneamente, possa proseguire l’attività espositiva e stanno, inoltre, valutando, mediante lo strumento della mobilità dei dipendenti fra partecipate, eventuali collocazioni del personale presso altre società partecipate, qualora si riscontrino compatibilità di esigenze e profili professionali adeguati ad esse.

 In conclusione, si ritiene che i soci pubblici abbiano non solo già valutato e percorso le strade indicate sulla stampa dagli interventi di questi giorni, ma anche diligentemente esperito, nelle opportune sedi e con gli interlocutori preposti, ogni strada possibile e continuano ad agire al fine di ridurre al massimo l’impatto economico sul territorio derivante dalla procedura concorsuale, in cui Reggio Emilia Fiere spa è coinvolta.I soci pubblici confermano comunque la propria disponibilità verso ogni possibile ed ulteriore interlocuzione di natura propositiva. L’auspicio è che le nostre proposte possano essere valutate come compatibili e coerenti con l’interesse della città, degli espositori e dei creditori”.

Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia

Giammaria Manghi, presidente della Provincia

Stefano Landi, presidente della Camera di commercio

IL Sì DEL PD AL PIANO PRAMPOLINI

“Sul tema del mantenimento delle Fiere a Reggio Emilia, apprezziamo l’iniziativa di Confcommercio e l’appello degli organizzatori degli eventi tesi ad evitare il tracollo delle manifestazione nel 2016 e fino alla definizione delle procedure di liquidazione.

Una richiesta di concessione dell’area, in vista delle aste giudiziarie, che va riproposta al liquidatore e al giudice affinché cambino idea rispetto al rifiuto opposto a Fieremilia. L’accoglimento di questa proposta oltre a consentire lo svolgimento delle manifestazioni fieristiche, con l’importante indotto economico creato, è nello stesso interesse dei creditori (in gran parte Istituti di credito) a non svalutare ulteriormente il bene.

Il PD della città di Reggio Emilia, a fronte dell’attuale impossibilità degli enti locali a riacquisire le strutture, agli scenari regionali di riordino degli Enti Fiera ed alle riflessioni su scelte più adeguate per le esigenze fieristiche future, è impegnato a sostenere le proposte avanzate. Si auspica  l’adesione al progetto di altre rappresentanze economiche e sociali cui crediamo non mancherà il sostegno delle istituzioni reggiane.”

Mauro Vicini – Segretario PD Città di Reggio Emilia

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