12/5/2015 – Dopo tre mesi e mezzo di custodia cautelare, ieri pomeriggio è uscito dal carcere il giornalista sportivo Marco Gibertini, 49 anni, popolare conduttore della trasmissione Poke Balle su Telereggio. Gibertini era stato arrestato il 28 gennaio nell’ambito dell’inchiesta Aemilia condotta dalla Dda di Bologna sulla ndrangheta cutrese e i suoi addentellati con l’economia e la società a Reggio Emilia, nella regione e nel mantovano.
Il Gip di Bologna, a seguito di istanza presentata dall’avvocato Liborio Cataliotti, ha accordato la misura degli arresti domiciliari al giornalista reggiano, che ha trascorso la prima notte a casa della madre a Rubiera.
Il giudice ha accolto la tesi dell’avvocato Cataliotti per cui Gibertini aveva interrotto i rapporti con gli ambienti su cui sta indagando la Dda già all’indomani del primo arresto, avvenuto nel giugno 2014 nell’ambito dell’operazione Octopus.
Gibertini era finito in carcere la prima volta, in quanto ritenuto l’uomo chiave a Reggio Emilia di un vastissimo giro di finanza illegale e di fatture false per decine di milioni di euro. Proprio in quella inchiesta emersero dalle intercettazioni, oltre che rapporti stretti con personaggi dell’associazionismo economico, in particolare della Cna, anche rapporti con persone già monitorate e finite sotto processo per vicende di mafia.
Da qui al successivo arresto di fine gennaio, nella notte delle manette dell’operazione Aemilia, il passo è stato breve. Secondo la Dda, fra l’altro, Gibertini avrebbe utilizzato la sua presunta influenza sui media per orchestrare una campagna contro le interdittive antimafia emesse dall’allora prefetto di Reggio Emilia Antonella De Miro. Tuttavia ieri, esattamente cento giorni dopo l’arresto, il giudice ha stabilito che non sussistono ragioni per la custodia in carcere.
Fausto Poli
12/05/2015 alle 07:26
Vedremo poi cosa dira’ al maxiprocesso.