Cacciaviti per scassinare e “canne” per festeggiare: pizzicati due (presunti) topi d’auto che infestano i parcheggi di Calerno

28/5/2015 – “Canne” per festeggiare i colpi riusciti, ma soprattutto il kit per scassinare le auto in sosta: questo è quanto rinvenuto da una pattuglia dei Carabinieri  della Stazione di Sant’Ilario d’Enza all’interno di una vettura in uso a due pregiudicati reggiani, ora di nuovo nei guai.

Con l’accusa di possesso di strumenti atti allo scasso i Carabinieri della Stazione di Sant’Ilario d’Enza hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia due uomini, uno di 40 anni di Quattro Castella e l’altro di 32enne di Reggio Emilia, entrambi con precedenti per reati contro il patrimonio.

All’interno della loro auto c’era l’armamentario tipico del topo d’auto,  costituito da una decina di piccoli cacciaviti e un martelletto per infrangere i vetri dei finestrini. Il 32enne è inoltre stato segnalato quale assuntore di stupefacenti in quanto nel pacchetto di sigarette in suo possesso i militari hanno rinvenuto una decina di spinelli a base di marjuana, già confezionati e pronti per l’uso.

Sono stati fermati dai Carabinieri della Stazione di Sant’Ilario d’Enza l’altra sera quando i militari,  pattugliando le aree di parcheggio di Calerno proprio  per prevenire furti su auto in sosta aumentati negli ultimi giorni, hanno controllato la Fiat Bravo in uso ai due. L’ispezione sul mezzo portava a rinvenire sotto il sedile lato guida un borsello in pelle risultato contenere il kit per i furti, oltre al pacchetto con sette sigarette di marijuana rinvenuto nel cassetto del cruscotto.

Oltre ai precedenti in materia di reati contro il patrimonio, gli “strumenti da lavoro” trovati in possesso dei due non lasciano spazio a troppe interpretazioni. E’ bene precisare che non sono accusati di furto, tuttavia l’armamentario trovato in loro disponibilità alimenta i sospetti. E’ per questo motivo che gli stessi Carabinieri stanno cercando di approfondire i fatti al fine di capire i reali motivi della loro presenza nella zona.

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