1/7/2014 – Prima di lasciare la carica di amministratore delegato e rappresentante legale del Ccpl di Reggio Emilia, e di partire per un viaggio in Palestina e in Terrasanta dopo aver passato la mano al nuovo a.d. Lino Versace, Ivan Soncini ha preso le sue precauzioni. Ho ottenuto dal Ccpl una completa manleva rispetto a eventuali azioni legali che dovessero coinvolgere il Consorzio di cooperative di produzione e lavoro. Lo scrive questa mattina Prima Pagina, edizione di Reggio Emilia. Uno “scudo” che dovrebbe valere anche per eventuali azioni di responsabilità.
In sostanza, in caso di procedimenti penali e civili, la “manleva” sposta eventuali responsabilità in capo al gruppo, liberando Soncini da ogni pensiero. Lo “scudo” è stato firmato con l’adesione del cda precedente, e per contro Soncini ha accettato la clausola di non concorrenza, cioè a non impegnarsi in attività che possano entrare in conflitto con quelle, multiformi, del Ccpl.
Lo scudo assume un’importanza rilevante alla luce del bilancio-verità imposto da Versace al Ccpl, che ha fatto emergere perdite per 101 milioni di euro, di cui solo 27,7 attribuibili alla gestione, e il resto a svalutazioni delle partecipate e accantonamenti per la multa europea di 50 milioni a Coopbox (avviata in Ungheria per un cartello tra i produttori), multa che il Ccpl ha deciso di assumere direttamente su di sé.
(P.L.G.)