27/6/2014 – La prima riunione del consiglio comunale di Reggio Emilia con il giuramento del sindaco, l’insediamento della Giunta e le dichiarazioni programmatiche, ha coinciso con la nascita ufficiale della fronda all’interno del Pd.

Cinque nuovissimi membri (su 8) della giunta comunale: da sinistra Raffaella Curioni, Francesco Notari, Mirko Tutino, Alex Pratissoli e Valeria Montanari
Il partito di maggioranza, mai così forte come ora, ha rivelato in Sala del Tricolore l’esistenza di uno scontro interno non trascurabile. La fronda si è manifestata sull’elezione del presidente del consiglio, adempimento indispensabile per il funzionamento dell’assemblea cittadina.
Emanuela Caselli è stata eletta presidente, ruolo che aveva ricoperto nei cinque anni precedenti; l’avvocato Claudio Bassi di Forza Italia vicepresidente vicario e Maura Manghi, ex liberale, prima dei non eletti del Pd e appena subentrata a Natalia Maramotti, vicepresidente.
Proprio sul voto alla Caselli si è manifestata apertamente una fronda di ampie proporzioni. La Caselli, infatti ha ricevuto 25 voti ma, tenuto conto che i consiglieri sono in tutto 32, che i Pd sono venti e che in base a un accordo unitario dodici consiglieri di opposizione hanno votato per lei, alla fine alla presidente sono mancati ben sette voti del suo partito.
Salvatore Scarpino, il consigliere Pd nella bufera per il caso delle preferenze dei seggi 7 e 149, è uscito dall’aula, altri hanno disperso il voto o si sono astenuti. Sono comparsi voti per Capelli, Pavari, De Franco, Morelli e anche De Lucia. Una fronda numericamente pesante. Tant’è vero che la Caselli ha presieduto la seduta scura in volto. Non ha nemmeno tentato di dissimulare il proprio disappunto. Con quei numeri, senza i voti delle opposizioni, non sarebbe passata alla prima votazione.
Nel tentativo di rimettere insieme i cocci, il Pd ha messo in giro la voce che sarebbe una goliardata dei consiglieri grillini. Poco probabile: l’unica cosa certa è che nel gruppo si sono scontrati all’ultimo sangue sulla presidenza, e la Caselli ha ottenuto solo 13 voti su 20. Il contesto dunque depone a favore della faida interna.
L’assemblea, per il resto, che si è dipanata in un clima disteso pur senza il pubblico delle grandi occasioni, com’era legittimo aspettarsi,
è stata aperta da Andrea Capelli in qualità di consigliere anziano (cioè quello che ha ottenuto più preferenze personali).
Dopo la verifica delle condizioni di eleggibilità e compatibilità di sindaco e consiglieri, è avvenuta la surrogazione di Natalia Maramotti e Matteo Sassi, nominati in Giunta. In sala del Tricolore hanno fatto così il loro ingresso Maura Manghi del Pd e Lucia Lusenti di Sel, entrambe prime dei non eletti nei rispettivi partiti.
Dopo l’elezione di presidente e vicepresidenti, il sindaco Luca Vecchi ha giurato e ha comunicato ufficialmente la composizione della Giunta di otto membri, il numero massimo consentito dalla legge: Matteo Sassi (Sel) vicesindaco, Alex Pratissoli, Valeria Montanari, Serena Foracchia, Raffaella Curioni, Natalia Maramotti, Mirco Tutino, Francesco Notari.
Quindi il sindaco Vecchi ha pronunciato il discorso di insediamento con le linee programmatiche. Nel dibattito che ne è seguito è intervenuto per primo il capogruppo di Forza Italia Giuseppe Pagliani; a seguire Norberto Vaccari capogruppo M5S, Pier Luigi Saccardi, Cinzia Rubertelli, Donatella Prampolini, Franceschini (Pd, direttrice di palazzo Magnani), Maura Manghi, Annalisa Rabitti, Cigarini, Pavarini e Vinci della Lega Nord.
Il dibattito si concluderà nella seduta di oggi pomeriggio.
Si sono costituiti i gruppi consiliari di Lista Civica Magenta (capogruppo Donatella Prampolini e consigliere Cesare Antonio
Bellentani) e di Forza Italia (capogruppo Giuseppe Pagliani e consigliere Claudio Bassi). Prima dell’interruzione della seduta, il Pd ha formalizzato la
nomina di Capelli come capogruppo, vice Gianluca Cantergiani.
Nella riunione di gruppo i consiglieri democrat si erano divisi a metà: dieci voti Capelli e dieci Cantergiani. Quest’ultimo ha fatto un passo indietro, in considerazione del fatto che Capelli ha preso preferenze più di tutti.
Una curiosità: Vecchi ha scelto come motto del suo mandato un acronimo coniato dal giornalista sportivo Gianni Mura: EPU, equivalente di Etica-Passione-Umanità. Effettivamente ce n’è bisogno.
(Pierluigi Ghiggini)