26/1/2014 – Le sorti luminose e progressive di En.Cor, la società energetica creata dal Comune di Correggio gestita in quota Pd sino alla cessione alla società svizzera Amtrade, del cantone di Zugo – piccolo paradiso fiscale nel cuore dell’Europa – sono finite nel peggiore dei modi.
Venerdì mattina i giudici fallimentari Varotti e Fanticini, riuniti in camera di consiglio, hanno respinto la richiesta di concordato presentata nei giorni scorsi dalla nuova amministratrice Crista Egli, e ha decretato il fallimento della En.Cor per “insolvenza irreversibile”.
Scrive Prima Pagina che, poco prima di essere licenziato, l’ex direttore e poi amministratore Davide Vezzani aveva depositato un’istanza di fallimento, stante l’impossibilità di continuare la gestione per mancanza di liquidità e per l’esposizione verso banche e fornitori, che ha prodotto una serie di decreti ingiuntivi. Il più rilevante è quello della Banca Popolare di San Felice per ben 11 milioni di euro. La San Felice. Come altre banche, è anche in possesso di una lettera di patronage del Comune di Correggio, che sarà chiamato a far fronte al debito di En.Cor.
L’ex Vezzani nella sua istanza aveva rilevato che la situazione impedisce di svolgere qualsiasi attività.
Il crac En.Cor – che coinvolge pienamente sotto il profilo politico l’amministrazione comunale (oggi commissariata) e il Partito Democratico locale – aveva già portato a una raffica di dimissioni di revisori, amministratori, e da ultimo del sindaco Marzio Iotti, scaricato dal Pd e anche dai suoi assessori, nonostante la Giunta sapesse delle lettere di patronage. Pare invece che non sapessero di aver venduto la En.Cor a una holding che fa capo a un finanziere romagnolo, incarcerato prima a Panama e poi in Croazia per un giro internazionale di presunte truffe. Coveri si è sempre proclamato innocente, ma resta il fatto che non può rientrare in Italia perché inseguito da un mandato di cattura internazionale .
Va detto tuttavia che i guai finanziari e gestionali sono cominciati e poi allargati a dismisura durante la gestione pubblica, e che la vendita ad Amtrade non è la causa, ma l’effetto di una situazione infine arrivata al fallimento.
Il Comune di Correggio resta nell’occhio del ciclone perché ha emesso lettere di patronage (garanzie) a favore delle banche per le linee di credito concesse a En.cor: in totale 28 milioni di debiti che l’ente potrebbe dover rifondere, visto che dopo la vendita agli svizzere le lettere non erano mai state sostituite.
(Pierluigi Ghiggini)