29/12 – Da ieri sera Francesco Grande Aracri, 59 anni, fratello del boss Nicolino, è un sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno. Ieri sera i Carabinieri del Nucleo investigativo gli hanno notificato a Brescello, dove è residente, la misura della sorveglianza speciale di P.S. firmata dal presidente del Tribunale di Reggio Emilia, Francesco Maria Caruso, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bologna che ha condiviso le risultanze di una complessa indagine condotta dai Carabinieri di Reggio Emilia – indagine per altri versi tuttora in corso.
Francesco Grande Aracri è ritenuto “elemento apicale” della omonima cosca cutrese-reggiana che fa capo al fratello Nicoloino, detto Manuzza, attualmente in carcere. Poche settimane fa sempre il presidente del Tribunale aveva ordinato il sequestro preventivo anticipato di beni e e denaro per tre milioni di euro a carico dell’imprenditore brescellese, condannato in via definitiva per associazione di stampo mafioso a Reggio Emilia dal 2001 al 20013 nell’ambito dell’inchiesta Edilpiovra. Questo sequestro preventivo è il primo del genere assunto in Emilia-Romagna per fatti di ndrangheta.
Secondo valutazioni degli inquirenti “il lasso temporale che intercorre tra l’intervento odierno e l’indagine Edilpiovra avvalora ulteriormente la pervasività della ‘ndrangheta nel contesto reggiano e l’incessante lavoro dell’Arma e della magistratura emiliana”.
Con l’inchiesta Edilpiovra l’articolazione della ‘ndrangheta operante stabilmente nel territorio di Reggio Emilia e provincia venne duramente colpita riscontrando estorsioni nei confronti di gestori di pubblici e privati esercizi, nonché la produzione su scala industriale di fatture per operazioni totalmente o parzialmente inesistenti nei confronti di imprenditori, prevalentemente edili, al fine di occultare le estorsioni e il pizzo preteso dagli imprenditori.
Francesco Grande Aracri era al vertice della macchina delle estorsioni, dche comprendevano intimidazioni, incendi dolosi, danneggiamenti etc. L’imprenditore brescellese, insomma, deteneva il “bancomat del crimine” attraverso cui un fiume di denaro reggfiano arrivava alla cosca calabrese.
(p.l.g.)
Alessandro Raniero Angelo Davoli
17/11/2025 alle 13:11
CONDANNATO UN’ALTRO BOSS DI ‘NDRANGHETA, RESIDENTE A BRESCELLO, PARENTE CUTRESE DEI CUGINI E NIPOTI, CHE VIVONO A CASINA E IN PROVINCIA DI REGGIO EMILIA, I CONSIGLIERI ED EX CANDIDATI NELLE LISTE PD, (EX SINDACO RINALDI) E CIVICA DELL’ATTUALE SINDACO STEFANO COSTI, (SOSTENUTA DA FORZA ITALIA).
SONO I QUATTRO SIGNORI, NATI A CUTRO O DA FAMIGLIE CUTRESI, QUELLI CHE MI HANNO QUERELATO* DOPO LA MIA LETTERA DI SEGNALAZIONE AL PREFETTO.
IERI(**) È STATO CONDANNATO LO ZIO O CUGINO, FRANCESCO GRANDE ARACRI, IL CAPO RICONOSCIUTO IN EMILIA DELLA ‘NDRINA GRANDE ARACRI.
(Qualcuno avrà informato la Procura di Reggio e la giudice “onoraria”, che mi ha condannato per diffamazione,in primo grado? Provano un po’ di vergogna ?).
Affari e politica, le mani della ‘Ndrangheta in Emilia”: definitiva la condanna del boss Francesco Grande Aracri.
(* due sono cugini e uno nipote; se ne è aggiunto un quarto, cutrese, imprenditore edile, colpito da interdittiva antimafia … 😳
mah?! Misteri della giustizia all’italiana. Trascorsi 20 mesi e 20 giorni e ancora alla Corte d’Appello di Bologna non hanno trovato il tempo di fissare il processo d’Appello che io ho chiesto. Secondo la riforma Cartabia il processo d’Appello si deve concludere entro due anni dal processo di primo grado! L’ex Procuratore Capo di Bolzano, ex giudice alla Corte Penale Internazionale dell’Aja, dottor Cuno Jacob Tarfusser, ha espresso la sua forte solidarietà nei miei confronti, e, salvo interventi di qualche manina misteriosa, mi ha predetto che in Appello sarò assolto con formula piena. Se solo vorranno fissare il processo…)
Un amico ha ipotizzato che dal 41 bis o da Cutro, qualcuno abbia inviato un “messaggio” al giudice “onorario” e ai pm “onorari” che mi hanno condannato per diffamazione, avendo io affermato il vero, per dovere civico, per difesa della legalità e della democrazia, contro il voto di scambio mafioso … 🤬
La giudice che mi ha condannato appariva intimorita e disposta ad accontentare i parenti del boss: impressione forte della mia prima avvocatessa e anche del secondo avvocato, che l’ha sostituita.
L’ho fatto mettere a verbale in udienza; ho poi scritto al presidente del Tribunale, dr.ssa Cristina Beretti; nessun approfondimento della Procura, nemmeno la semplice buona educazione di una risposta.
Denunciare che forse un giudice possa aver subito forti pressioni per orientare la sua decisione, è segnalazione senza importanza?
L’arroganza di una parte della casta dei magistrati è preoccupante, tanto quanto la loro incompetenza.
Vedere il Procuratore Capo partecipare alla Festa dell’Unita, non fa ben sperare sulla sua imparzialità.
CSM non pervenuto …
(**) Ieri la notizia è stata ripresa, in ritardo, dal Fatto Quotidiano. In realtà, come mi corregge la giornalista Alessandra Codeluppi, la condanna è del settembre scorso. Grazie per l’informazione. Strano però l’articolo del Il Fatto …
(Mia canzone sull’ipotetico “messaggio” dal carcere … in dialetto cutrese) 👇
https://suno.com/s/mF610lJKlm3Esmfb
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/15/ndrangheta-emilia-grande-aracri-condanna-definitiva-news/8196708/