Nuovo sindaco, la salita in campo del “guastafeste” D’Andrea

“Ho deciso di candidarmi alle primarie del Pd per la carica di sindaco di Reggio Emilia. La mia è una candidatura che viene dal basso, dalla gente comune, in molti mi hanno chiesto di farmi avanti. Ho accettato la competizione con convinzione, pur riconoscendo la complessità. Se sarò eletto, davanti a tutto metto la nostra città, i miei concittadini i problemi delle persone.
Chiedo a tutti di valutare solo l’attività che ho svolto in questi anni in consiglio comunale per far valere le istanze dei cittadini, anche quando il il Pd ha ritenuto di non accogliere varie petizioni popolari sottoscritte, a volte, da migliaia di cittadini. Per questa mia attività di sostegno alle istanze popolari – che in vari casi non è stata in sintonia con quella dell’amministrazione comunale e del PD – non godo dell’appoggio di fazioni politiche o di ‘capi’ d’apparato del PD.
Ho sempre valutato il problema e non chi lo poneva: intendo dire, che se il problema esiste un amministratore ha l’obbligo di risolverlo a prescindere da chi lo pone. Vi chiedo, quindi, di valutate soprattutto la mia persona, non solo il partito di appartenenza: i partiti, in fondo, sono fatti da persone; ma non tutte le persone la pensano allo stesso modo o si comportano in modo eguale. Nonostante le insidie delle Primarie, per chi non ha l’appoggio dei capi di un partito, ci proverò lo stesso, ci proveremo insieme, per migliorare la nostra città”.

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