Silk Faw, quella sola memorabile
“Bastava guardarli in faccia”
Scontro fra candidati al dibattito Cisl

DI PIERLUIGI GHIGGINI

21/9/2022 – La conclusione, detta in parole povere, è che degli investitori e dei politici cinesi non ci si può fidare, specialmente se travestiti da tycoons. E’ la sentenza, rimasta fra le righe ma sin troppo trasparente, sulla tragicomica vicenda Silk-Faw, scaturita dal confronto pubblico organizzato da Cisl Emilia Centrale nella sala Incerti, a Reggio Emilia, con i candidati alle politiche Lanfranco De Franco, Gianluca Vinci, Davide Zanichelli e Maura Manghi. Dibattito aperto dalla segretaria generale del sindacato Rosamaria Papaleo , portatrice delle richieste Cisl a chi sarà eletto e al prossimo governo. Un confronto vivace durato 90 minuti, non privo di momenti di tensione proprio sull’affaire di Gavassa davanti al pubblico che ha gremito la sala di via Turri.

Il concept del polo supercar elettriche a Gavassa


Gli esponenti dei principali schieramenti, intervistati da Gabriele Arlotti, hanno anche risposto al fuoco incrociato di domante di sindacalisti, pensionati e operatori Cisl. Il momento di massimo confronto si è registrato appunto sulla dinamica dell’investimento sino-americano evaporato a Gavassa. Con tutte le sue implicazioni di danno per lavoratori, territorio, immagine della città e della sua classe dirigente abbagliata da strass, lustrini, slide e rendering in 3 D, nomi al top mondiale dell’automotive e presentazioni al Tecnopolo, ma che ora si ritrova con un pugno di mosche in mano.

In fondo speriamo ancora che non sia così, invece e che l’investimento sul polo reggiano delle supercar elettriche possa tornare in pista. Ma ogni giorno che passa quella prospettiva immaginifica, di una Reggio Emilia proiettata nel mondo 4.0, va in dissolvenza come il drammone finale di Via col Vento. Qualcuno ci ha detto di nuovo francamente me ne infischio.

Una situazione di cui il Comune del sindaco Vecchi e la Regione di Bonaccini hanno in fondo una responsabilità marginale, anche se qualitativamente pesante: quella di aver abboccato come branzini all’amo. Perchè è evidente che il progetto sino-americano di mister Krane e della Faw era basato su accordi economici e politici strategici molto lontani dall’Emilia e sbriciolati anzitempo nella crisi di Taiwan che riportato le relazioni tra Cina e Usa alla guerra fredda. Resta il fatto che dalle nostre parti pacta sunt servanda, anche in tempi di turbofinanza globale, e qualcuno dovrà essere chiamato a rispondere in quella che si sta concretizzando come una “sola” degna di Totò e Peppino De Filippo.

Ma torniamo al dibattito in sede neutra della Cisl.

Chiamato direttamente in causa come assessore della giunta Vecchi, Lanfranco De Franco (candidato alla Camera per il mucchio Pd- Italia Democratica e progressista) ha detto che l’occasione dell’investimento Silk-Faw “era da cogliere e il Comune di Reggio si è mosso come si sarebbe mossa qualsiasi altra amministrazione davanti alla prospettiva di uno stabilimento da mille posti di lavoro. Auspichiamo che l’investimento possa concretizzarsi – ha aggiunto – ma se ciò non avvenisse dovremo comunque garantire i lavoratori e, su quei terreni, immaginare un intervento industriale strategico e di rilievo“.
“Abbiamo capito subito che qualcosa non andava – gli ha replicato secco l’on. Gianluca Vinci, candidato alla Camera per Fratelli d’Italia – Arrivano dei cinesi con una joint venture americana che promettono un mega investimento su 34 ettari di terreno verde, per costruire auto elettriche… di lusso, un grattacielo da 44 piani a Gavassa, in un contesto economico come quello attuale. Bastava guardarli in faccia. Su mio esposto ora la Guardia di Finanza è stata incaricata di indagare su questa operazione. Purtroppo qui sono stati stesi tappeti rossi che, ad altri imprenditori, non sono concessi“.
Per Davide Zanichelli, candidato alla Camera M5S, “suanto accaduto ci ha sorpreso. Prima di avventurarsi in questo percorso era necessario sapere chi erano gli interlocutori e quali garanzie offrivano. Per altro si è data per scontata la perdita di suolo vergine dove, invece, si poteva fare dell’altro”.
Per Maura Manghi, candidata alla Camera Azione-Italia Viva, Silk-Faw “era un investimento verso il quale noi eravamo favorevoli, ma avremmo preferito qualche cautela in più. Purtroppo le tensioni tra Cina e Usa erano già sotto gli occhi di tutti”.

E se la crisi di Taiwan ha fatto precipitare la situazione, è sufficiente leggere i giornali che da un lato annunciano il rilancio della storica Mirafiori come polo strategico di Stellantis per la mobilità sotenibile, e dall’altro presentano la meravigliosa Purosangue di una Ferrari che tiene duro sulla motorizzazione tradizionale, per comprendere su quali infidi lidi si è drammaticamente spiaggiato il progetto Silk-Faw.

Però niente paura: come ha fatto capire De Franco, qualcuno è già al lavoro per un “investimento industriale strategico” nei verdi campi di Gavassa. Dovremo dare ragione agli amici che da tempo avvertono noi poveri ingenui che su quelle aree su cui si aggira lo spettro di Silk Sport è pronto a intervenire il soccorso rosso di Iren, che proprio lì realizza già il mega digestore per rifiuti organici?

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Una risposta a 1

  1. Fiducia Rispondi

    22/09/2022 alle 10:02

    Più semplicemente è meglio dire; MAI FIDARSI DEI COMUNISTI DI MERDA.

    Nemmeno dei fascisti.

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