La guerra dei Ferrarinos
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La manifestazione dei lavoratori Ferrarini sotto la Regione a Bologna

20/9/2022 – La guerra dei Ferrarinos continua. Nuovo colpo di scena questa mattina con la manifestazione dei dipendenti autoconvocati del gruppo agroalimentare Ferrarini di Rivaltella in concordato preventivo: appuntamento dalle 9,30 alle 13 nel piazzale della sede della Regione Emilia-Romagna, in via Aldo Moro a Bologna.

Per la verità la Regione c’entra poco e niente: la protesta – specifica una nota inviata a nome “della maggioranza dei dipendenti dell’Azienda Ferrarini Spa di Reggio Emilia”- riguarda il nuovo rinvio a 24 ottobre dell’udienza già fissata per il 23 settembre per valutare un ricorso della cordata Bonterre, e soprattutto le lungaggini di un “iter concordatorio concordatario particolarmente travagliato a di azioni di disturbo create da società esterne”.

Una protesta rivolta dunque principalmente contro la cordata cooperativa Bonterre-Gs-Hp-Opas, che contende la Ferrarini al gruppo Pini, insediato ormai da anni a Rivaltella grazie proprio all’iter “travagliato” di un concordato aperto dal 2018 e sul quale i creditori, letteralmente spellati, non hanno ancor avuto modo di esprimersi.

La replica non si è fatta attendere: Bonterre e partner ribaltano contro il gruppo Ferrarini l’accusa di allungare a dismisura o tempi del concordato. Ricordano la sconcertante vicenda del ritiro del primo piano concordatorio e l’immediata presentazione di uno nuovo, grazie al un blitz del tribunale fallimentare di Reggio Emilia, e aggiungono un’altra notizia clamorosa: è stata la Ferrarini a chiedere e ottenere il rinvio di sei mesi dell’adunanza dei creditori già fissata per lo scorso 12 maggio.

La storica sede Ferrarini a Rivaltella

LE ACCUSE E LE MOTIVAZIONE DEI DIPENDENTI FERRARINI

I dipendenti affermano che “nonostante l’attuale difficile periodo con i gravi rincari dei costi, in primis di quelli energetici, la nostra azienda lavora a pieno ritmo ed è assolutamente in attivo, ben oltre le aspettative descritte nel piano concordatario. In questi anni non abbiamo avuto problemi e non abbiamo mai fatto un giorno di cassa integrazione”.

E puntano il dito apertamente contro il gruppo GSI/Bonterre/Opas “primo oppositore della buona riuscita del nostro piano di salvataggio”.

Dichiarano perciò di voler “manifestare in modo legale e pacifico contro l’accanimento ingiustificato di questa cordata (GSI/Bonterre/Opas) che da circa 4 anni, con continui ricorsi ed opposizioni mette in difficoltà noi dipendenti e le nostre famiglie, facendo rimandare in tutti i modi possibili l’adunanza dei creditori che porterebbe all’omologa della proposta concordataria presentata da Ferrarini,  creando quindi un clima di forte instabilità, e non ultimo  proponendo un piano concordatario (depositato al Tribunale di Reggio Emilia ma da questo respinto perché privo dei requisiti di ammissibilità) che, tra l’altro, avrebbe messo a serio rischio i nostri posti di lavoro“. 

Precisano di aver scelto di manifestare sotto la sede della Regione “perché vogliamo farci sentire dalle istituzioni del nostro territorio che purtroppo ci hanno fino ad ora ignorato, quasi fossimo invisibili”.  

PERCHE’ E’ STATA RINVIATA L’UDIENZA DI BOLOGNA

In realtà il rinvio al 28 ottobre dell’udienza di Bologna, fissata originariamente per il 23 settembre, è stato deciso dalla presidente De Cristofaro della Corte d’Appello-Terza sezione civile a causa degli impegni del giudice relatore, che è anche componente del Ufficio elettorale regionale per il Senato.

LA REPLICA DELLA CORDATA BONTERRE: “FERRARINI HA CHIESTO IL RINVIO DELL’ASSEMBLEA DEI CREDITORI”

Bonterre e partner, in una replica dai toni decisi, ribalta dunque su Ferrarini la responsabilità delle lungaggini da record del concordato: “Ci preme innanzitutto ricordare che è stata la Ferrarini spa, nel Maggio 2020 con un atto firmato da Lisa Ferrarini, a ritirare il primo concordato richiesto nel luglio 2018 e già ammesso nel febbraio 2019, per ricominciare tutto daccapo , per il timore del deposito di una nostra proposta concorrente, che avrebbe dato maggiori opportunità ai creditori e, soprattutto, ai lavoratori.

Ancora più sorprendente: quando alla fine di aprile di quest’anno abbiamo presentato la nostra proposta concorrente per il salvataggio della Ferrarini, abbiamo scoperto che già in data 20 aprile 2022,con una memoria firmata dall’avvocato Sido Bonfatti, che era stata la stessa Ferrarini spa a richiedere lo spostamento dell’adunanza dei creditori del 12 maggio, con motivazioni che comportavano almeno sei mesi differimento (20 ottobre 2022)”.

Bonterre-Gsi-Hp-Opas ricordano infine i punti principali del loro piano industriale: investimenti per 37 milioni di euro in equity e 45 milioni in nuova finanza, autonomia dell’azienda ferrarini, continuità occupazionale, nuovo stabilimento a Reggio Emilia (in via Due Canali, alla ex Unibon-Asso) a meno di sei chilometri dall’attuale.

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2 risposte a La guerra dei Ferrarinos
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  1. Er dipendentos Rispondi

    20/09/2022 alle 17:08

    Da dipendente ritengo sia stata giusta una manifestazione legale e ancor più pacifica in quanto per ben 4 anni nessun politico o nessun istituzione si sia più di tanto preoccupata e preso impegno di questa situazione in pieno… Se non parlando o scrivendo senza saper in realtà la situazione dei fatti e quando è stato chiesto un confronto chiedendo di venirci a trovare nell’azienda si sono tutti volatilizzati.
    Già il piano salvatore della patria…il primo piano di questa cordata cooperativa offriva grandi opportunità a noi dipendenti… Quello di andare a richiedere per la maggior parte di noi la disoccupazione o il reddito di cittadinanza visto che sul loro piano nero su bianco era scritto così perché avrebbero preso un minimo dei posti di lavoro… E idem per creditori avrebbero recuperato le briciole delle briciole. Il secondo invece, presentato l’ultimo giorno disponibile dopo mesi di silenzio, sarebbe ancor più sconcertante e di grandi opportunità se ne vedrebbero ancor meno… Idem per i creditori… Mi domando allora perché vengono fatte dichiarazioni su interviste e testate giornalistiche in cui si dice che ci sarebbero grossissime opportunità per tutti in più e invece sul piano industriale è esattamente l’opposto..io e questo è un mio pensiero penso che se veramente sia un piano migliore su tutto,un tribunale non l’avrebbe respinto per ben due volte…e i ricorsi su ricorsi non gli abbiamo richiesti ne tanto meno la nostra azienda, ne tanto meno noi dipendenti e neanche i creditori…

  2. L'Eretico Rispondi

    26/09/2022 alle 19:29

    I rinvii sono stati chiesti dai Ferrarini.

    La realtà è che un gran bordello con centinaia di milioni di perdite occultate negli anni e che ora sono saltate fuori. Difficile far quadrare i conti con una situazione così. Solo se i creditori (banche, fornitori, dipendenti…) rinunciano per forza o per scelta al loro credito, il gruppo ha possibilità di fare qualcosa. Lasciare poi la gestione in mano a chi ha rovinato l’azienda mi pare fuori luogo.

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