Benzinaio rapinato e ferito a Veggia
Modenese di 28 anni arrestato dai Carabinieri
Braccato il complice

22/9/2022 – Un modenese di 28 anni è stato fermato dai Carabinieri con l’accusa di essere uno dei responsabili della rapina violenta avvenuta la sera del 12 settembre scorso a Veggia di Casalgrande, ai danni di un benzinaio rimasto ferito alla gamba da un colpo di pistola.L’arresto è stato convalidatodalGip di Reggio emilia e trasformato in arresto. L’uomo stava depositando l’incasso di giornata allo sportello bancomat quando era stato assalito da un malvivente; la vittima aveva reagito e durante le concitate fasi era  partito un proiettile dall’arma imbracciata dal rapinatore che poi gli aveva portato via circa duemila euro prima di fuggire a bordo di un’auto dove l’aspettava un complice.    

La svolta nell’inchiesta  – coordinata dal sostituto procuratore Piera Cristina Giannusa – che ha portato all’identificazione e a un fermo  è arrivata grazie alle indagini del nucleo investigativo dei Carabinieri di Reggio Emilia assieme ai colleghi della sezione operativa di Casalgrande e Sassuolo. L’operazione è stata illustrata questa mattina in una conferenza stampa del Procuratore della Repubblica di Reggio Emilia, Calogero Paci, nella sede del Comando provinciale Carabinieri di Reggio Emilia.

I FATTI

Erano da poco passate le 20.30 del 12 settembre quando i carabinieri reggiani intervenivano in via Radici della frazione Veggia di Casalgrande, e precisamente nei pressi della Banca Popolare Emilia Romagna dove poco prima un benzinaio di 53 anni, con attività nel comune di Sassuolo, aveva subito una rapina a mano armata, ad opera di due persone, in parte travisate, all’atto di depositare presso la cassa continua della stessa banca i bussolotti relativi all’incasso del distributore di benzina.

La vittima, nel tentativo di opporsi alla rapina, aveva ingaggiato una colluttazione con uno dei rapinatori, durante la quale era stato ferito da un colpo di pistola al ginocchio sinistro. Alcuni persone presenti nelle vicinanze del luogo della rapina, sentendo i colpi di pistola, intervenivano in aiuto della vittima. Il rapinatore quindi, impossessatosi di uno dei tre bussolotti che nel frattempo erano caduti a terra, contenente la somma di 3.500 euro, si dava alla fuga salendo su una Lancia Y bianca, dileguandosi in direzione Sassuolo della quale alcuni testimoni dell’episodio rilevavano parte della targa.

LE INDAGINI

Dagli accertamenti immediatamente svolti sulle prime risultanze testimoniali, emergeva che alle successive ore 23.00 circa la centrale operativa della Compagnia CC di Sassuolo aveva inserita in Banca Dati SDI la predetta autovettura quale oggetto di ricerche, in quanto la proprietaria del mezzo, rivelatasi poi essere la fidanzata del fermato, si era presentata presso quella caserma denunciandone il furto ad opera di ignoti, avvenuto alle precedenti ore 20, senza però formalizzare l’atto di denuncia.

“L’atteggiamento tenuto dalla ragazza durante la sua permanenza in caserma, unito alle apparenti incongruenze nella successione temporale degli eventi così come dalla stessa esposti, induceva i carabinieri a specifici accertamenti per rintracciare il veicolo e sui suoi possibili spostamenti nella zona di Sassuolo/Casalgrande e comuni limitrofi. Tali attività evidenziavano come il mezzo fosse stato poco prima della rapina individuato nell’area del comprensorio ceramico, con a bordo la ragazza e il giovane di 28 anni.

Le ulteriori investigazioni consentivano di accertare che il furto denunciato era risultato essere una simulazione per coprire la rapina ed i suoi esecutori, che si erano dati alla fuga sulla predetta auto, abbandonandola successivamente nella zona delle Terme della Salvarola, dove veniva rinvenuta nella giornata del 14 settembre. Gli elementi presenti sull’autovettura in sede di sopralluogo contribuivano a dare ulteriori riscontri in ordine alla partecipazione del fermato all’evento criminoso.

Nel prosieguo delle attività d’indagine, svolte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, congiuntamente ai colleghi della Compagnia di Reggio Emilia e Sassuolo, nella notte tra il 16 ed il 17 settembre, sotto il costante coordinamento della Procura reggiana, diretta dal Procuratore Capo Gaetano Paci, venivano acquisiti ulteriori gravi e concordanti indizi di colpevolezza a carico del 28enne, culminati con l’emissione del decreto di fermo disposto dal pubblico Ministero, eseguito alle prime ore del mattino. L’arrestato, terminate le formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Reggio Emilia.

Gli approfondimenti investigativi dell’Arma,dopo il fermo dell’indagato, venivano reiterati nel corso della mattinata del 17 cosicché nel primo pomeriggio, in un luogo non lontano dal domicilio dell’indagato, ove all’atto della cattura era stata condotta la perquisizione, veniva rinvenuta una pistola semiautomatica risultata essere del medesimo calibro di quella utilizzata nel corso della rapina, ed una felpa scura con cappuccio del tutto compatibile con quella indossata da uno dei rapinatori.

Nella giornata del 19 settembre in Tribunale a Reggio Emilia l’udienza durante la quale il GIP, confermando quanto risultato nelle indagini, convalidava il fermo emettendo nel contempo la misura cautelare.

Allo stato attuale gli accertamenti investigativi sono ancora in pieno svolgimento per evidenziare ulteriori aspetti dell’evento criminoso, ma soprattutto per identificare l’altro complice nella rapina.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.