Morto a 51 anni in Canada Matteo Incerti giornalista e attivista 5 Stelle

14/8/2022 – E’ una notizia di quelle che non avremmo mai voluto scrivere. Il giornalista reggiano Matteo Incerti, scrittore e ricercatore storico, è morto oggi stroncato da un malore in Ontario, dove si trovava da un paio di giorni per presentare il suo libro “I pellerossa che liberarono l’Italia“, diventato un docufilm per la tv canadese.

Matteo Incerti

Matteo Incerti aveva solo 51 anni: era un consulente di punta del servizio stampa e comunicazione del gruppo parlamentare 5 Stelle al Senato. Amico di Beppe Grillo, impegnato da anni nel movimento, nella precedente legislatura era diventato collaboratore del gruppo M5S alla Camera, facendosi notare subito per la competenza e la capacità di lavoro. Nel 2017 aveva scritto “Il suonatore matto“, romanzo in cui Incerti aveva raccontato la vera  storia di David Kirkpatrick, il soldato scozzese che fece paracadutare in kilt sull’Appennino reggiano e con la sua cornamusa salvò un intero paese. Due anni fa era riuscito a far incontrare il veterano americano Martin Adler (a 96 anni) con i tre bambini incontrati nel 1945 a Monterenzio.

Era un vulcano di idee, Matteo, sempre pronto a rispondere alle richieste dei colleghi e a confrontarsi con loro. Perennemente in bicicletta, era anche uno sportivo, appassionato di trekking in Appennino, tra i pionieri del football americano a Reggio.

Una sorte cattiva se l’è portato via proprio nel momento in cui si era aperta davanti a lui una brillante carriera di scrittore e saggista.

Lascia nel dolore i genitori, il fratello, e tanti amici nel mondo del giornalismo, della politica e della cultura. Reggio Report si unisce al generale cordoglio, nel ricordo di un amico di lunga data, oltre che di un collega capace, onesto e sempre disponibile (p.l.g.)

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2 risposte a Morto a 51 anni in Canada Matteo Incerti giornalista e attivista 5 Stelle

  1. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    15/08/2022 alle 02:42

    Ero stato diverse volte in contatto con Matteo Incerti. Non ultimo nel 2017-2018, dall’isola di Ikaria, Grecia, Egeo orientale. Avevo scoperto una strage dimenticata di giovani soldati italiani, uccisi a tradimento dopo la resa, nell’autunno del 1943, dai tedeschi della Wehrmacht. Dopo essere stati disarmati furono fatti salire nel porto di Agios Kiricos, Ikaria, su due caicchi in legno, scortati da una cannoniera tedesca. A poche centinaia di metri dalla riva, prima della fine dell’isola, a sud ovest, due esplosioni provocate ad arte, affondarono le navi con i soldati italiani. Per giorni il mare riportò a riva decine di cadaveri, ai quali venne data cristiana sepoltura dai greci. La maggior parte, i resti mortali di centinaia di nostri giovani italiani, giace ancora in un fondale di circa trenta metri. Matteo era in Germania, a consultare archivi. Come sempre disponibile, mi fornì alcuni suggerimenti e indicazioni per identificare i distaccamenti e il numero dei militari presenti nella basi italiane, sull’isola di Ikaria e di Samos. L’idea era di contattare il nostro Ministero della Difesa, per costruire un piccolo monumento alla memoria e portare gli onori militari ai giovani caduti, dopo quasi ottant’anni dalla strage.
    Sono colpito e addolorato per la prematura perdita di Matteo. Le mie condoglianze alla sua famiglia.!
    Alessandro Raniero Davoli

  2. Anna Rispondi

    15/08/2022 alle 18:46

    Ciao Matteo.

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