Sfregiò l’ex compagna, marocchino condannato a 3 anni e 8 mesi
Rintracciato da Scandiano e portato in carcere dai carabinieri

29/7/2022 – Al culmine di una violenta lite aveva accoltellato al volto ed al capo l’ex compagna, una 54enne veronese, per poi dileguarsi. Ma era durata poche ore la fuga del 44enne marocchino Sidi Nabil Tadili residente a Scandiano che, nella notte del 29 maggio del 2020 scorso, veniva intercettato e fermato a Reggio Emilia dai carabinieri della città dopo una ininterrotta attività d’indagine e di ricerca svolta in piena sinergia con i carabinieri della compagnia di Caprino Veronese, nella cui giurisdizione la sera del 28 maggio  si era consumato il grave episodio di sangue.

L’uomo era stato fermato e portato in caercere con le accuse di lesioni personali aggravate e deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso.

I carabinieri accertarono che Tadili era venuto nel reggiano perchè qui aveva trovato gli aiuti necessari per fuggire all’estero. Aiuti che, stando alle indagini dei carabinieri,  gli erano stati assicurati da due congiunti all’epoca dei fatti denunciati alla Procura reggiana per concorso in favoreggiamento personale.

Carabinieri a Scandiano

I FATTI DEL 2020 E L’ITER PROCESSUALE

L’uomo attorno alle 20 del 28 maggio del 2020, dopo un litigio con l’ex convivente, aveva afferrato un coltello sfregiando il volto della donna per poi fuggire a bordo di un’Audi A3 nera. La vittima, subito soccorsa, era stata condotta in ospedale dove era stata trattenuta in osservazione con prognosi di 20 giorni per una ferita maggiore del volto superiore a 20 cm, con conseguente lesione deturpante del viso, e per una ferita da taglio al cuoio capelluto.

Il 28 gennaio 2022 dalla Corte d’Appello di Venezia, in riforma alla sentenza di primo grado emessa dal GIP del tribunale di Verona il 23.6.2021, ha riconosciuto colpevole il marocchino e lo ha condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione nonché alle pene accessorie dell’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente  alla tutela, curatela e amministrazione di sostegno.

La condanna divenuta esecutiva il 7 giugno scorso ha visto l’ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica di Verona emettere il provvedimento per la carcerazione, trasmesso per l’esecuzione ai carabinieri della Tenenza di Scandiano dove l’uomo vive. I militari lo hanno rintraccitato nella sua abitazione e arrestato per condurlo in carcere a Reggio Emilia per scontare ancora 3 anni 2 mesi e 20 giorni.

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