Per il Ministero solo sei alberi monumentali nel reggiano, e zero nuovi iscritti
Perchè?

DI UGO PELLINI

30/7/2022 – In questi giorni il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha pubblicato l’elenco aggiornato degli Alberi monumentali d’Italia; ci sono 401 nuove iscrizioni, ma nessuna di queste è in provincia di Reggio Emilia. In tutta Italia questi alberi, censiti per il particolare pregio naturale e culturale e che rappresentano un patrimonio da tutelare e valorizzare, sono in totale 4.006.
Nella nostra provincia sono solo sei gli alberi centenari inseriti in questo elenco: in percentuale poco più dell’uno per mille. Quello di maggiori dimensioni è il Cedro deodara, che vegeta nel giardino di quella che era la Reggia Ducale di Rivalta. E’ stato catalogato come Cedro del Libano, ma l’identificazione corretta è recente e nell’elenco del Ministero è rimasto il nome “libani”. Non faceva parte del grande giardino estense; si trova dove era ubicata l’ala centrale del Palazzo; la sua presenza risale al tempo della tenuta agricola Corbelli.

Non è da meno come dimensioni, la Roverella di Rondinara di Scandiano, conosciuta come “la Quercia dei cento rami“. Si trova nel borgo di Monte di sopra ed era così chiamata dai contadini che dai piedi della collina l’ammiravano nella posizione dominante che la natura le ha conferito.

A Castelnovo ne’ Monti, ai piedi della Pietra di Bismantova nel Piazzale dell’Eremo, vegeta un Acero opalo; per la scelta è stata determinante la posizione paesaggistica e il legame storico con il vicino Eremo benedettino, ora di proprietà del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano.

A Canolo di Correggio, nel viottolo del Medico, vegeta una maestosa Farnia, la specie di quercia caratteristica dell’antica Foresta planiziale che duemila anni fa ricopriva l’intera Pianura padana.

 Due grandi alberi si trovano nel “piccolo” Comune di Gattatico; ciò è dovuto alla segnalazione puntuale degli amministratori: sono una Farnia al Pantaro di sotto, via Monte Grappa e un insieme omogeneo di gelsi bianchi all’ingresso della Corte Ortalli, sulla via Emilia, a pochi metri dal confine con Sant’Ilario d’Enza. Il Gelso bianco è una delle piante più importati della storia economica reggiana; nei secoli scorsi era coltivato per “l’arte della seta”. L’elenco degli alberi monumentali del Ministero, iniziato nel 2017, non è definitivo e deve essere sempre aggiornato; è quindi auspicabile che i Comuni reggiani, provvedano a segnalare al Ministero nuovi alberi monumentali.
Giustissimo piantare milioni di nuovi alberi, ma altrettanto doveroso è salvare e valorizzare quelli esistenti.

La Conferenza Stato Regioni ha dato il via libera all’intesa sul Decreto Ministeriale che per la prima volta garantisce 45 milioni di euro per la progettazione di infrastrutture irrigue in ambito nazionale. Ora si attende la firma del Decreto del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile.

Di queste risorse, 9,5 milioni di euro saranno assegnati all’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po per la progettazione di infrastrutture idriche rilevanti, da ripartire tra i vari interventi che l’Autorità stessa riterrà finanziabili.

Gli assessori regionali all’Ambiente e all’Agricoltura ritengono estremamente importanti le risorse stanziate dal Governo. Si tratta di un primo passo concreto dopo mesi di impegni per salvaguardare la risorsa idrica, ad uso plurimo.
La realizzazione di invasi, come la riduzione delle perdite e il riutilizzo delle acque reflue, sono strategie da attuare parallelamente ed in sinergia con le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici. Lo studio di fattibilità tecnico-economica, in questi casi, rappresenta l’avvio del percorso per dotarsi di progetti adeguati alla stagione che stiamo vivendo.

La Regione dialogherà con l’Autorità di bacino per rappresentare le esigenze dell’Emilia-Romagna, così come fatto con il Ministero che in tal senso ha accolto le nostre istanze, proseguendo l’attività di analisi già avviata come nel caso dell’Enza.
Ora, concludono gli assessori, serve giungere in tempi rapidi alla firma del Decreto da parte del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, per rendere operative le risorse e procedere alle progettazioni.


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