Non si gioca a poker con l’urbanistica
Il piano di via Tolstoj è valido, il Comune non poteva bloccarlo
Il Tar demolisce la politica di Pratissoli

3/7/2022 – Ancora una sconfitta al Tar per la gestione urbanistica del Comune di Reggio Emilia. Con sentenza di gennaio, ma pubblicata solo venerdì 1° luglio, la sezione di Parma del Tribunale amministrativo regionale ha sanzionato l’amministrazione Vecchi per aver illegittimamente dichiarato decaduto il Pua (piano di costruzione privato) di Canali via Tolstoj avviato sin dal 2013 in quanto il relativo strumento urbanistico (il Poc – Piano operativo comunale) era scaduto dopo cinque anni dalla sua approvazione, avvenuta nel 2014. E ciò nonostante che il Pua di via Tolstoj fosse arrivato nel 2019 a conclusione positiva dell’istruttoria, nonostante vistosi rallentamenti della procedura da parte dello stesso Comune.

Reggio Emilia vista dal drone

Il Comune, secondo il Tar, non poteva negare l’approvazione del Pua in quanto la procedura era stata regolarmente attuata e quindi, in base alle normative regionali, non poteva decadere alla scadenza del periodo di vigenza del Poc. I giudici hanno così annullato il relativo provvedimento del Comune di Rewggio del 3 dicembre 2020 e contestualmente hanno dichiarato nulle il norme tecniche di attuazione del Poc nella parte in cui stabiliscono che “le previsioni dello stesso Poc perdono efficacia qualora la convenzione o l’atto unilaterale d’obbligo nonn sia stqto approvato, e non anche semplicemente presentato“.

Il piano in questione riguarda un compendio di terreni di via Tolstoj, di proprietà della Diocesi di Reggio Emilia su cui nel 2013 fu concordato col Comune l’inserimento nel Poc, approvato l’anno successivo, per la realizzazione di un complesso immobiliare. Successivamente l’area era stata ceduta dalla Diocesi a Nuove Residenze srl, che presentò i progetti sino a ingaggiare il braccio di ferro con l’amministrazione comunale che infine, nel marzo 2020, aveva negato, ma illegittimamente, l’approvazione del Puc di Canali.

Alex Pratissoli

Da rilevare che il 15 aprile 2019 il dirigente dell’Urbanistica aveva proposto formalmente il passaggio in Giunta del Pua, e che il giorno successivo fu il Segretario generale a sollecitarne l’esame per l’approvazione definitiva. Ma inutilmente, come abbiamo visto.

La sentenza avrà effetti dirompenti perché rimette in corsa diversi piani immobiliari bloccati o rallentati dalla macchina amministrativa, però sempre con lo zampino di decisioni politiche.

In proposito il nuovo consigliere di Alleanza Civica Filippo Ferrarini, che di recente ha rilevato il testimone da Cinzia Rubertelli, afferma che “l’Amministrazione Comunale dovrebbe interrogarsi sull’adeguatezza dell’Assessore Pratissoli per i danni politici, d’immagine e materiali derivati“. Il vicesindaco Pratissoli, è noto, ha da anni la delega alla Rigenerazione urbana. Ed è altrettanto noto che i suoi orientamenti sono stati concordati con il sindaco Vecchi e la maggioranza che lo sostiene.

“Altre sentenze sfavorevoli al Comune – sottolinea Ferrarini – nelle tante cause presentate al TAR a causa dell’operato politico di una Giunta che voleva cancellare i diritti urbanistici acquisiti. Una situazione che avrebbe creato un grave danno agli imprenditori che avevano impiegato anni di investimenti per attuare i progetti previsti dai piani urbanistici.
L’operato degli uffici guidati politicamente dall’Assessore Pratissoli è risultato illegittimo – aggiunge il consigliere – contraddittorio ed infondato, pertanto i provvedimenti che miravano ad eliminare tali diritti acquisiti sono stati cancellati dal tribunale amministrativo, con tanto di pagamento delle spese di giudizio. Politicamente ne deriva che l’amministrazione Comunale dovrebbe interrogarsi sull’adeguatezza dell’Assessore Pratissoli per i danni politici, d’immagine e materiali derivati”.

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