Le Cicogne di montagna si sono rotte di Bonaccini e dei suoi manager

DI NADIA VASSALLO*

12/7/2022 – A più di un anno dalle dichiarazioni di Bonaccini che garantiva la riapertura dei punti nascita di montagna che aveva chiuso, la Regione non proferisce più parola, neanche se pungolata dai nostri comunicati. Si è limitata a dire molto tempo fa che attendevano dalle Ausl provinciali i loro piani di fattibilità e dal Ministero le risposte alle loro richieste.

Noi Cicogne, stanche di questo comportamento, questa mattina abbiamo inoltrato richiesta di accesso agli atti all’Ausl di Reggio per verificare la esistenza di detto piano di fattibilità. Abbiamo inoltre chiesto al consigliere regionale Delmonte di fare altrettanto in Regione. Se qualche altro esponente politico volesse fare una interrogazione al Ministero per sapere se quanto ci racconta Bonaccini corrisponde al vero e a che punto stanno le cose, ci farebbe un enorme piacere. Troppo comoda, dopo aver fatto campagna elettorale pro Bonaccini, ora starne alla larga dicendo che è un impegno che s’è preso lui e tocca a lui risponderne…

*Portavoce Comitato Salviamo le Cicogne, Capogruppo Consiliare Castelnovo ne’ Cuori 

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