Iren, con le bollette lievitano
i compensi agli amministratori. E’ giusto?
Venti consiglieri Lega: “Sindaci, votate no”

19/6/2022 – L’assemblea dei soci Iren è convocata martedì 21 giugno, nel giorno e nell’ora del solstizio d’estate che cade appunto il 21 giugno intorno alle ore 11,13. E’ il momento più “esoterico” dell’anno, quello del sole invitto: data e ora evidentemente scelti non a caso, forse per esorcizzare gli influssi negativi che promanano dalla massa dei clienti Iren purtroppo ridotti sul lastrico, con le utenze chiuse o in via di chiusura, a causa delle bollette di gas e teleriscaldamento sempre meno sostenibili.

Il fatto è che oltre al bilancio, i soci Iren martedì mattina, in corrispondenza proprio del sole invitto, saranno chiamati a deliberare una nuova raffica di aumenti dei compensi agli amministratori, che peraltro da anni lievitano come fragranti brioche del mattino, almeno per quanto riguarda le cariche apicali. I più umili membri del cda sono fermi da tempo nominalmente a 23 mila euro l’anno lordi, ma come si può vedere dalla tabella che pubblichiamo qui sotto (desunta dalla relazione sulle remunerazioni dei soci Iren) in genere non se la cavano malaccio.

Sono i piani alti a realizzare buste paga davvero consistenti: nel 2021 il presidente Renato Boero si è visto riconoscere 191,2 mila euro, il vicepresidente Moris Ferretti 155 mila euro (di cui 8 mila devoluti in beneficenza) cifra comunque già rapidamente lievitata rispetto ai nominali 90 mila del 2019 e ai 127 mila del 2020. Il nuovo amministratore delegato Gianni Vittorio Armani ha ricevuto mezzo milione (cifra deliberata).

L’ex a.d. e direttore generale Massimiliano Bianco, rimasto in carica sino a fine maggio 2021, ha ricevuto 543 mila euro, cui si aggiungono 889.134 lordi come da traansazione per fine rapporti: una buonuscita da nababbi, con annessi e connessi.

Iren, i compensi agli amministratori nel 2021

I soci, dunque, saranno chiamati a deliberare ulteriori aumenti dei compensi, come da punto 5 dell’ordine del giorno, sulla base di ampia e documentata relazione di una sessantina di pagine, compresi gli allegati.

Si legge nella relazione preparata per l’assemblea: “Si conferma l’opportunità di sottoporre alla valutazione dell’assemblea degli azionisti di riconsiderare l’ammontare dei compensi dei consiglieri di amministrazione e, in generale, l’importo complessivo per la remunerazione dell’intero board (comprensivo anche degli ammontari per gli amministratori investiti di particolari cariche e per i Comitati
endo-consiliari)… “.

Gli aumenti vengono giustificati da un lato con l’aumento delle responsabilità (Iren è diventata più grande con la gestione Bianco, anche se a prezzo di un elevato indebitamento) e dall’altro con la considerazione che sarebbero sotto la media del settore per i livelli direzionali. Molti si chiedono però se questi aumenti non siano oggi uno schiaffo a milioni di clienti, costretti a svenarsi per pagare bollette cresciute a dismisura. In queste settimane i malumori sono cresciuti a dismisura, e lò’ecpo è certamente arrivata negli ujffici del sindaci, in particolare di Luca Vecchi (coordinatore del patto di sindacato) che però si sono ben guardati da intervenire. Parleran no all’assemblea di martedì.

Chio ha preso posizione invece è la Lega Nord di Reggio Emilia che, in un documento firmato da una ventina di consiglieri comunali (prima firmataria la consigliera provinciale Cristina Fantinati) e diffuso oggi, chiede apertamente ai sindaci di votare contro gli aumenti: “In un momento storico così difficile, in cui il costo dell’energia mette in seria difficoltà famiglie ed imprese, chiediamo che ognuno faccia la sua parte e che i nostri Sindaci consiglino moderazione e sobrietà ai manager e agli amministratori di
questa società, che eroga anche servizi pubblici, votando contro sul punto 5 all’assemblea dei soci del 21 Giugno”.

IL DOCUMENTO DEI CONSIGLIERI LEGA DI REGGIO EMILIA

”…Ad oggi, l’attuale amministratore delegato Gianni Vittorio Armani, ha una
retribuzione fissa lorda di 400mila euro, a cui bisogna aggiungere il compenso di 57mila
euro l’anno come amministratore delegato. Inoltre riceve una retribuzione variabile
collegata al raggiungimento di determinati obiettivi pari al 35% di quella fissa. Infine, solo
per il 2021, riceverà un ulteriore incentivo di pari entità (35% della fissa lorda). Il manager
guadagnerà dunque 597mila euro a partire dal 2022.
Per quel che riguarda lo stipendio del presidente Renato Boero si attesta sui 191mila euro.
Il vicepresidente Moris Ferretti guadagna 155mila euro. I consiglieri guadagnano 23mila
euro annui lordi. Nel collegio sindacale il presidente guadagna 45mila euro lordi e i sindaci
effettivi 30mila euro. A questi importi di base vanno poi aggiunti i compensi per le
presenze nelle commissioni e per altri benefit.
Considerando che, pur non essendo un’azienda totalmente pubblica, Iren ha
una componente societaria pubblica consistente, pertanto chiediamo ai nostri
Sindaci di votare contro l’ennesimo aumento dei compensi in Iren.
In un momento storico così difficile, in cui il costo dell’energia mette in seria
difficoltà famiglie ed imprese, chiediamo che ognuno faccia la sua parte e che i
nostri Sindaci consiglino moderazione e sobrietà ai manager e agli amministratori di
questa società, che eroga anche servizi pubblici, votando contro sul punto 5
all’assemblea dei soci del 21 Giugno.
I Consiglieri Comunali:
Cristina Fantinati – Cons.Provinciale e Consigliere Comunale di Novellara
De Vito Carmela – Consigliere Comunale di Boretto
Fabrizio Ghidorzi – Consigliere Comunale di Castelnovo di Sotto
Riccardo Rovesti – Consigliere Comunale di Correggio
Paolo Delsante – Consigliere Comunale di Gattatico
Patrizia Vologni – Consigliere Comunale di Gualtieri
Vanni Allegretti – Consigliere Comunale di Guastalla
Elena Montanari – Consigliere Comunale di Montecchio
Gabriele Delmonte – Cons.Regionale e Consigliere Comunale di Montecchio
Luca Dall’Aglio – Consigliere Comunale di Novellara
Nadia Lanfredi – Consigliere Comunale di Poviglio
Matteo Melato – Consigliere Comunale di Reggio Emilia
Roberto Salati – Consigliere Comunale di Reggio Emilia
Alessandro Rinaldi – Consigliere Comunale di Reggio Emilia
Stefano Sacchi – Consigliere Comunale di Reggio Emilia
Giorgio Varchetta – Consigliere Comunale di Reggio Emilia
Dario Moretti – Consigliere Comunale di Rolo
Maura Catellani – Cons.Regionale e Cons.Comunale di San Martino in Rio
Chiara Ferrari – Consigliere Comunale di Scandiano

GLI AUMENTI, IL NUOVO CORSO IREN E DUE GALLI NEL POLLAIO (DA LO SPIFFERO.COM)

Il nuovo corso di Iren si apre con un sostanzioso aumento degli emolumenti per i manager e gli amministratori della multiutility. L’ipotesi di “adeguamento” è contenuta nella Relazione sulla politica in materia di remunerazione 2022 contenuta nei documenti allegati al faldone della prossima assemblea del 21 giugno. Saranno proprio i soci a dover votare il pacchetto di incentivi e bonus che per la prima volta riguarderà anche il (neo) presidente Luca Dal Fabbro, espressione almeno formalmente del Comune di Torino, e il confermato vicepresidente Moris Ferretti (Reggio Emilia), oltreché i “dirigenti con responsabilità strategiche” e “ulteriori risorse apicali in grado di contribuire in modo rilevante al raggiungimento degli obiettivi del Piano Industriale” individuate dall’amministratore delegato e dal direttore generale. Per tutti loro “l’incentivo monetario massimo è stato stabilito in misura pari al 100% della Retribuzione Annua Lorda individuale calcolata alla data del 1° gennaio 2022” si legge nella relazione.

Sessanta pagine fitte fitte per spiegare perché l’azienda ha bisogno di incrementare gli incentivi di top manager e amministratori. E poi, si legge, “l’inclusione, oltre all’amministratore delegato e direttore generale, di presidente e vicepresidente (tra i beneficiari degli incentivi ndr) è stata valutata opportuna tenuto conto del fatto che il Piano industriale 2021-2030, recentemente approvato, è decisamente innovativo rispetto al passato, nonché altamente sfidante nei suoi obiettivi strategici, presupponendo un forte coinvolgimento di tutti gli Amministratori investiti di particolari cariche, dal momento che i target di detto Piano Industriale sono riconducibili alle materie oggetto dei poteri delegati ai suddetti amministratori esecutivi”.  

A introdurre un nuovo approccio riguardo ai compensi dei top manager aziendali è stato il l’ad Gianni Vittorio Armani, a partire dalla nomina del direttore finanziario Anna Tanganelli, assegnandole un compenso di 700mila euro annui. Ora il provvedimento introdotto dal Comitato per le remunerazioni e le nomine dell’azienda mira ad allineare tutti i dirigenti strategici a quei valori, per evitare sommosse tra i megadirigenti dell’azienda (“A lei si è a noi no?”).

Sono due le quote variabili introdotte: una scatta alla fine di ogni anno al raggiungimento degli obiettivi di medio livello, l’altra alla fine del triennio. Ed è questa che può arrivare a raddoppiare la retribuzione annuale lorda. Tra i target per ottenere la soglia massima pari al cento per cento dell’obiettivo c’è “il mantenimento del giudizio su investment grade da parte di una delle due maggiori agenzie di rating”, Fitch e Standard & Poor’s. Attualmente Fitch assegna a Iren un rating BBB con out look stabile, mentre quello di S&P è BBB- con out look positivo. Ciò vuol dire che tra le condizioni per ottenere il massimo della quota variabile c’è quella non di migliorare il rating aziendale ma di subire il downgrade non da entrambe le agenzie, ma solo da una.

Nel 2021 il presidente di Iren Renato Boero ha ottenuto un compenso totale di 191,2 mila euro, il suo vice Ferretti è arrivato a 155,4 mila euro (di cui 8mila, bontà sua, devoluti alla Croce Verde di Reggio Emilia). Il caso di Ferretti è curioso giacché il suo emolumento era stato fissato dalla scorsa assemblea in 40mila euro, che lui riesce a più che triplicare sommando una serie di altri incarichi in seno al gruppo (presidente di Iren Energia; presidente di Alfa Solutions, fino al 5 aprile 2021; presidente di Iren Ambiente Toscana; presidente di Uch Holding sino all’1 dicembre 2021). L’ad Armani ha superato i 500mila euro per sette mesi di lavoro, cioè dal 29 maggio, giorno della sua entrata in servizio, al 31 dicembre. 

Nella relazione viene spiegato che l’aumento dei compensi consentirà a Iren di “migliorare il posizionamento sul mercato, facilitando l’attraction e stimolando l’apporto professionale dei Consiglieri, a partire dagli Amministratori investiti di particolari cariche”, riporta la relazione. Insomma, adeguamenti in linea con il mercato, necessari per portare a termine un piano industriale ambizioso e soprattutto necessari per attrarre i migliori profili presenti sul mercato. Tutto legittimo, solo stride un po’ con il contesto generale, l’aumento delle bollette e i rischi legati alla tenuta dei conti a causa dell’aumento delle materie prime. Quantomeno sarà un incentivo alla (difficile) convivenza per i due galli nel pollaio di Iren: Armani e il nuovo presidente Dal Fabbro.

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