A Poviglio il voto delle beffe
Ma quale decadenza, il bilancio è passato e la sindaca Ferraroni resta in sella
Così il Pd manghiano si è sparato nei piedi

11/5/2022 – La sindaca di Poviglio Cristina Ferraroni non si è dimessa. Non è nemmeno decaduta dall’incarico di primo cittadino, e il bilancio consuntivo 2021, votato ieri sera, è approvato. L’esito è chiaro: 3 voti favorevoli (la sindaca e due assessori) e 7 sette astenuti, compresa tutta la maggioranza. Nessun voto contrario. Non si scappa: il bilancio è approvato e Ferraroni rimane in sella a dispetto dei suoi stessi compagni di maggioranza che da tempo cercano di farla fuori, politicamente parlando.

Il sogno dei parenti serpenti del Pd è durato lo spazio di una notte, dissolvendosi sotto il sole già canicolare di questa mattina quando è apparso chiaro che Ferraroni era uscita ammaccata, ma vincitrice dalla drammatica seduta del consiglio comunale di ieri sera. Il dramma era andato in scena alle 22,30 quando la capogruppo del Pd Clara Zannoni aveva annunciato l’astensione della maggioranza leggendo una tavola d’accusa, in cui la sindaca veniva di fatto sfiduciata per un preteso, mancato coinvolgimento dei consiglieri nelle decisioni dell’ente. Tuttavia il bilancio è passato, anche perchè la minoranza non ha votato contro ma si è astenuta per non dare alcuna copertura alle lotte intestine del Pd.

Nondimeno il dramma ha raggiunto l’acme quando il segretario comunale ha sostenuto che il bilancio doveva considerarsi non approvato, e di conseguenza sarebbe scattato il commissariamento. Un abbaglio clamoroso, probabilmente dovuto all’ora tarda (o a qualche suggerimento “politico”?) che però ha fatto crollare anche la sindaca, sottoposta a un pressione psicologica non consueta.

Cristina Ferraroni

E così Ferraroni ha postato di getto su Facebook una sorta di addio: “Fare la Sindaca per quasi tre anni – ha scritto – è stata una bella avventura, dura, pesante, impegnativa ma un percorso che mi ha fatto sentire tanto vicina la mia cittadinanza e con tanto arricchimento personale. Mi spiace non aver potuto terminare il mio percorso, ma quando una squadra non ti riconosce quale loro figura di riferimento, nonostante l’impegno costante messo, è inutile proseguire…“.

Ma sono bastate poche ore per capire che non vi sarà né decadenza della prima cittadina, né commissariamento del Comune, perchè il bilancio 2021 del comune di Poviglio è approvato. Qualcuno sostiene che l’ultima parola spetta alla Prefettura: se così fosse, l’ufficio del Governo non potrà far altro che constatare la regolarità del voto.

Dello scivolone si è accorto persino le stesso segretario comunale, che avrebbe inviato una lettera di correzione. Non così alcuni media reggiani che, nonostante l’evidenza dei fatti, per tutto il giorno hanno annunciato la decadenza della sindaca, dando voce alle effimere speranze degli avversari di Ferraroni. Che invece resta in sella.

Si è aperta, questa sì, una crisi politica seria, con la maggioranza che dopo due anni di filibustering è uscita allo scoperto sfiduciando la sindaca. Ma il risultato è che il Pd locale si è goffamente sparato nei piedi, rafforzando la posizione di Ferraroni. Che a questo punto potrebbe anche decidere di dimettersi per trionfare, da candidata civica, alle elezioni.

La guerriglia interna contro la sindaca ha fondamentalmente una ragione: i buchi di bilancio lasciati dal suo predecessore Giammaria Manghi, già presidente della Provincia di Reggio e oggi capo della segreteria politica di Bonaccini in Regione. Buchi ai quali Ferraroni non ha inteso dare copertura, incorrendo però nei fulmini di una parte del Pd.

Sta di fatto che la maggioranza si è astenuta su un bilancio in perdita di 280 mila euro. Però è la stessa maggioranza che, sindaco Manghi, aveva votato senza battere ciglio il bilancio 2017 con la perdita di un milione di euro. Così vanno le cose in politica nella terra del Po, specialmente quando, lo diceva Guareschi, il sole a picco cuoce le teste e fa vacillare anche gli intelletti migliori.

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