La vergogna della serata filo Br
Al Tunnel 11 mila € pubblici, la Lega: “Ora basta”
E Aimi (Forza Italia) interroga il governo

5/5/2022 – La vergogna della performance filo BR della P38 Gang al circolo Arci Tunnel di Reggio Emilia, la sera del 1° Maggio, approda in Parlamento con una interrogazione ai ministri dell’Interno e dei Beni culturali. E’ il senatore Enrico Aimi, coordinatore di forza Italia in Emilia-Romagna, a sollecitare il governo per “norme più stringenti” nei confronti delle associazioni, e a inasprire le pene verso “coloro che inneggiano al terrorismo in ogni sua forma e manifestazione”.

Sul fronte della Regione, invece, i consiglieri leghisti Michele Facci, Gabriele Delmonte e Maura Catellani hanno scoperto che in due anni il circolo Tunnel ha ottenuto contributi per 11 mila euro: in una dichiarazione congiunta nei chiedono conto alla Giunta regionale, e chiedono che il Tunnel non sia più “foraggiato con soldi pubblici”. Inoltre annunciano una risoluzione urgente in Assemblea Legislativa per escludere dai bandi pubblici “di tutti i soggetti che in qualsiasi forma manifestino l’adesione a forme di incitamento alla violenza e all’eversione terroristica”.

“Quanto successo a Reggio Emilia in occasione del 1 Maggio e del concerto del gruppo musicale P 38 al Circolo Arci Tunnel è di una gravità inaudita – affermano Facci, Delmonte e Catellani – La Regione Emilia Romagna non può rimanere silente: l’associazione che gestisce il Circolo Arci Tunnel, che ha beneficiato negli ultimi due anni di risorse regionali per circa 11.000 euro, non deve essere più foraggiata con soldi pubblici”. Aggiungono i consiglieri regionali della Lega: 2Non ci deve essere alcuno spazio per chi inneggia al terrorismo ed al ritorno della drammatica stagione degli anni di piombo e delle Brigate rosse. Chi intende in qualche modo giustificare il concerto musicale del gruppo “P38 La Gang” è prima di tutto complice di una “cultura” ancora intrisa di culto della violenza e di odio di parte, e le Istituzioni – Regione Emilia-Romagna in testa – hanno il dovere non solo di emarginare tali degenerazioni, ma anche quello di denunciarle”.

Facci, Delmonte e Catellani hanno annunciato la presentazione di una risoluzione urgente in Assemblea legislativa “affinchè sia prevista una clausola di esclusione dai bandi regionali di ogni sostegno economico e di patrocinio per tutti quei soggetti che manifestano,  direttamente e indirettamente – e quindi anche dando semplicemente spazio e/o ospitalità – l’adesione a forme di incitamento alla violenza, sotto qualsiasi forma, ed all’eversione terroristica” .

L’INTERROGAZIONE DEL SENATORE AIMI

Al Ministro dell’Interno
Al Ministro della Cultura

Premesso che
Da autorevoli fonti si apprende che domenica primo maggio, giorno della Festa dei Lavoratori, sul palco del Circolo Arci Tunnel a Reggio Emilia si è esibita una band di estrema sinistra con canzoni che definire “provocatorie” è solo un pallido eufemismo.
Sul palco è stata esposta la bandiera delle brigate rosse e sono state eseguite canzoni con messaggi molto violenti e pericolosi: una di queste inneggiava al delitto di Aldo Moro e rievocava gli anni di piombo, una delle pagine più nere e terribili della nostra storia;
Il presidente dell’Arci locale ha minimizzato la questione, bollando l’iniziativa come dissacrante e provocatoria. In realtà, a parere di chi scrive, la sola esposizione della bandiera delle brigate rosse avrebbe dovuto mettere in allarme gli organizzatori, interrompendo tempestivamente lo spettacolo;
Peraltro il presidente provinciale dell’Arci si è dissociato dall’iniziativa affermando sulla stampa che si stanno valutando provvedimenti (come, per esempio, lo scioglimento del direttivo del Circolo Arci Tunnel);
Tali fatti hanno suscitato sgomento e indignazione a qualunque livello;
Da normativa vigente un circolo Arci è un’associazione senza fini di lucro fra persone che vogliono promuovere insieme un’attività culturale, ricreativa, di solidarietà;
Tra gli intenti dell’Arci, come recita lo Statuto nazionale, vi è l’affermazione della cultura della legalità e la lotta alle mafie, a tutte le criminalità organizzate, alla corruzione e agli abusi di potere, anche attraverso l’uso sociale dei beni confiscati. Tra le attività che l’Arci può perseguire, sempre da Statuto nazionale, vi sono quelle legate alla organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale. Pertanto è da ritenersi che anche gli spettacoli promossi e organizzati dall’Arci debbano essere valutati dal direttivo nei contenuti e nella forma, affinché possano rispondere pienamente ai principi dello Statuto nazionale;
Si chiede di sapere
Se sia a conoscenza di quanto accaduto e se intenda acquisire elementi conoscitivi in relazione a quanto esposto in premessa;
Se intenda adottare iniziative di competenza, anche di carattere normativo, affinché tali episodi non abbiano a ripetersi, intervenendo con norme maggiormente stringenti e chiare riguardanti il Terzo settore, e nello specifico per quanto attiene i contenuti promossi e diffusi per il tramite di associazioni;
Se si intenda altresì intervenire, dal punto di vista normativo, per inasprire le sanzioni nei confronti di coloro che inneggiano al terrorismo, in ogni sua forma e manifestazione, oltraggiando e offendendo la memoria di chi ha perso la vita per mano di organizzazioni terroristiche.

+EUROPA: NON RIAPRIRE LE PORTE AL TERRORISMO

Al “Tunnel”, circolo Arci di Reggio Emilia, il gruppo P38 Gang propone un concerto che evoca un periodo terribile della nostra storia recente, quegli anni di piombo che erroneamente pensavamo di avere consegnato alla storia. Evocare in uno spettacolo, gli anni di piombo e le BR (con la loro lotta politicaarmata) non può passare inosservato od essere considerato solo una libera espressione culturale.
Ai posteri l’ardua sentenza . Ma la Gang P38 non sarà mai il Manzoni delle BR comunisti combattenti, e questo con buona pace del circolo Arci “Tunnel” di Reggio Emilia.
Negli anni ‘80 le BR entrarono in clandestinità e diedero vita alla lotta armata, confidando di essere apripista alla protesta rivoluzionaria della classe operaia che avevano molto corteggiata, ma questo per fortuna non avvenne (anzi avvenne l’esatto contrario), perché i lavoratori italiani chiusero loro ogni porta.
Quella porta non può essere riaperta di certo oggi, con motivazioni pseudoculturali, nella tradizionale festa dei lavoratori del Primo Maggio. Le lezioni della storia dovrebbero essere alla portata di tutti, circoli culturali e ricreativi inclusi.
La risposta delle forze politiche e istituzionali reggiane dovrà essere quanto più possibile univoca e ferma per derubricare quanto accaduto come un deprecabile episodio. (Il coordinatore di +Europa Reggio Emilia Gian Pietro Campani )

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