Il prefetto (col velo in testa) in visita al centro islamico di Castelnovo Sotto

29/5/2022 – Il prefetto di Reggio Emilia Iolanda Rolli ha visitato sabato pomeriggio il centro islamico di Castelnovo Sotto. E’ la prima volta che il capo dell’ufficio del Governo, in provincia di Reggio Emilia, entra ufficialmente in un luogo di culto islamico. E pur nella veste di rappresentante dello Stato italiano, il prefetto Iolanda Rolli ha scelto di sottostare all’obbligo, imposto a tutte le donne, di coprire il capo con il velo.

«Siamo italiani di fede musulmana»: questa la premessa con cui i ragazzi del centro culturale islamico castellese hanno accolto con calore il prefetto.

Dopo aver assistito alla preghiera collettiva della comunità islamica, Rolli è stata introdotta dalla giovane referente del centro culturale Asmaa Tassa, dal presidente del centro, Hassan Tassa, e dall’imam Agostino Gentile.

«Sono qui – ha esordito il prefetto – non solo per mostrare abbattere le distanze tra istituzioni e luoghi di culto, ma anche per conoscere e comprendere le vostre esigenze, e, di conseguenza, per poter svolgere al meglio, anche nei confronti dei cittadini di origine straniera, la mia funzione sul territorio. In una società complessa come quella contemporanea, d’altronde, è fondamentale aprirsi al dialogo, confrontarsi sui problemi comuni, anche partendo da punti di vista differenti, riconoscendo la diversità e sforzandosi di mettersi nei panni dell’altro: solo così possiamo rendere questa provincia, già particolarmente accogliente, un vero e proprio modello di integrazione per tutto il paese».

Il prefetto Iolanda Rolli al centro islamico di Castelnovo Sotto

Dello stesso tenore il saluto del sindaco di Castelnovo di sotto, Francesco Monica, che ha messo in luce come i giovani del centro siano particolarmente coinvolti nelle attività socio-culturali del comune.

Presente anche Roberta Mori, ex sindaco di Castelnovo di sotto e attualmente consigliere regionale del Pd.

In rappresentanza del comune di Reggio Emilia sono intervenuti Marwa Mahmoud, consigliere comunale, e Mario Ivan Cipressi, direttore del centro interculturale Mondinsieme. Tutti, insomma, della stessa parrocchia politica.

Ma come avere dubbi? L’evento è stato organizzato nell’ambito del progetto FAMI “Strategie interculturali per costruire coesione sociale”, promosso dalla prefettura reggiana in partenariato con UNIMORE, la Fondazione E-35 e il centro interculturale Mondinsieme.

Dopo i saluti istituzionali, il momento di confronto e di dialogo tra il prefetto e circa cinquanta giovani praticanti, di età compresa tra i 14 e i 28 anni, provenienti dalle comunità islamiche anche delle province limitrofe. Tanti i temi toccati: dalla necessità di appositi spazi cimiteriali alla realizzazione di spazi ricreativi, passando per le iniziative per abbattere le barriere culturali e le riflessioni sul concetto di cittadinanza attiva.

Il prefetto – si legge in una nota della Prefettura – è rimasta “entusiasta nel vedere come i giovani musulmani abbiano colto l’occasione di confrontarsi da vicino con le istituzioni“, e di conseguenza “non si è sottratta al confronto e, anzi, ha rilanciato, invitando i giovani a rappresentare le proprie esigenze anche in altre sedi, specie nel tavolo per il dialogo interreligioso istituito a febbraio in prefettura2.

«La prefettura ha concluso – è a disposizione per conoscere, per costruire ponti e, di conseguenza, per valorizzare il grande potenziale di cui sono portatori i giovani con background migratorio».

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