Cernaieto senza pace
Ennesimo oltraggio al sacrario della strage partigiana
Commemorazione davanti alla scritta “carnefici fascisti”

7/5/2022 – E’ quasi un appuntamento fisso: per l’ennesima volta i soliti ignoti hanno oltraggiato il piccolo sacrario ai margini del bosco di Cernaieto, dedicato alle 24 vittime della strage perpetrata dopo il 25 aprile 1945 dai partigiani comunisti. Furono massacrati i militi del reparto Gnr che si erano arresi dopo una notte di battaglia a Montecchio, due ragazzi di sedici anni e tre donne. Fra le uccise, dopo un mese di sevizie nel carcere partigiano di Vedriano, anche Paolina Viappiani che aveva l’unico torto di aver dato un figlio a un comandante partigiano.

Quando questa mattina sono arrivati sul posto gli organizzatori della commemorazione, la diciottesima, dei morti di Cernaieto, con la benedizione della croce da parte di don Giancarlo Denti hanno trovato la scritta CARNEFICI FASCISTI tracciata a caratteri cubitali con lo spray rosso sull’asfalto della sede stradale davanti alla croce, e anche il monumentino con i nomi degli uccisi sporcato di rosso, come a voler cancellare anche la loro memoria.

La cerimonia si è svolta comunque con la benedizione della croce da parte di don Denti e con la partecipazione dell’ sindaco di Casina, di Fabio Filippi – fra i promotori del sacrario e autore con Pierluigi Ghiggini di un libro sulla strage – di Laurentia Azzolini per l’Associazione Pietro e Marianna Azzolini, dell’avvocato Luca Tadolini del Centro Studi Italia, di Marco Eboli, rappresentanti dell’associazione nazionale Volontari di Guerra e di famigliari delle vittime.

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Una risposta a 1

  1. Liliana Dazzi Rispondi

    07/05/2022 alle 22:10

    Grande partecipazione all’evento in ricordo delle vittime di Cernaieto.La volontà di dar voce a chi era stato fermato per sempre, era grande! Forte la commozione, sinceri il
    rispetto e la deferenza nei confronti delle vittime e dei familiari presenti, anche da parte delle istituzioni locali, presenti nelle vesti del sindaco e di un consigliere del comune di Casina, dei carabinieri e dei vigili urbani. Il sacerdote ha benedetto il luogo dell’eccidio e la grossa croce che custodisce il sacrario. La grande scritta in rosso, che campeggiava sull’asfalto e l’imbrattamento della croce e del sacrario, frutto di atti vandalici, non hanno oscurato il valore e lo scopo di una cerimonia, il cui scopo è quello di evidenziare gli errori del passato e far capire che sugli errori si può costruire un mondo migliore.

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