Fra destra e sinistra metti LiberaMente Il ritorno in politica di Claudio Guidetti

30/5/2022 – I rumors incombevano da tempo, ma ora la notizia è ufficiale. Claudio Guidetti, imprenditore di successo del Parmigiano Reggiano (è uno dei principali esportatori in Nord America), ex Psi e coordinatore provinciale di Forza Italia dei tempi d’oro, già consigliere comunale e provinciale, torna in politica dopo un’assenza durata 12 anni. Assenza peraltro relativa, piuttosto una presenza sotto traccia: perchè c’era lui dietro l’ingresso di Mariafrancesca Sidoli nella giunta Vecchi, e più di recente la sua componente si è affermata al congresso provinciale di +Europa.

Guidetti dunque ha rotto gli indugi e, con un’intervista al Carlino Reggio, firmata da Saverio Migliari, oggi ha annunciato la nasciata di una nuova formazione politica, “Crea Liberamente”: non un partito, ma un’associazione, che sarà anche scuola di formazione politica, ispirata al pensiero liberalsocialista, laico ma non laicista. Comunque un nuovo attore politico in città – e domani, non soltanto a Reggio – con l’ambizione di offrire un approdo al mondo dei senza tessera che non si riconoscono né in un centro-destra dominato da Meloni, e neppure in una sinistra ostaggio dei pregiudizi e dell’estremismo. Sullo sfondo, è evidente, delle elezioni comunali del 2024.

Ecco come Claudio Guidetti ha spiegato l’operazione “Crea LiberaMente” nell’intervista al Resto del Carlino .

Claudio Guidetti

 

Guidetti, ci spieghi cos’è l’associazione che nascerà.

Si chiamerà Crea LiberaMente. Un acronimo e una crasi: Cittadini reggiani attivi, e poi la voglia di liberarsi da ogni pregiudizio e posizione preconcetta. 

Il binomio destra-sinistra vi sta stretto?

E’ un’uscita dalla logica bipolare, che ci ha incatenato nella Prima Repubblica in un modo, nella Seconda in un altro. I valori politici vanno certamente recuperati, ma sono quelli di fondo. I partiti sono uno strumento per affermarli. Ma una cosa voglio dirla: non guardiamo certo ai populismi dei Cinque Stelle e di certa destra o estrema sinistra. 

Niente partiti, ma tanta politica.

Certo, per questo faremo anche una scuola di formazione. Vogliamo portare un po’ di educazione alla politica. Con la riforma degli enti locali, il cambiamento delle Province, la nuova legge elettorale e l’avvento dei social, si è persa la cultura politica. I consigli comunali sono completamente svuotati, le giunte diventano apparati di approvazione di scelte fatte o dal sindaco, giustamente, o da dirigenti, meno. 

Che problemi vede nella politica degli enti locali?

Il consiglio comunale è svuotato di poteri. La giunta nel passato aveva confronti interni, dove si misuravano le istanze dei vari partiti di maggioranza. Oggi è diventata un soggetto solo deliberante.

Quali sono i vostri valori di riferimento?

Il nostro orientamento chiaramente è laico, liberale e riformista con note cattolico liberali: personalmente, io mi rifaccio ai valori del partito liberale-riformista dei Fratelli Rosselli. Guardiamo con attenzione ai partiti che sentono la responsabilità di governo, ma non abbiamo un approccio dogmatico. Noi per esempio pensiamo che la logica dei “giovani in politica” non debba essere un requisito: non è l’età che stabilisce la competenza, anche se vogliamo favorirla. Oggi oltre due terzi del parlamento è composto da persone che non hanno mai fatto un giorno da consigliere comunale: serve esperienza. Io ho fatto consigliere di circoscrizione, poi in Comune e poi in Provincia. Nel partito ho iniziato dalla sezione per arrivare al nazionale.

Più concretamente, quali sigle stanno sotto l’ombrello di ‘Crea LiberaMente’?

Dalla sinistra fino a Forza Italia, passando dal Partito Socialista, Italia Viva, Azione, +Europa e diversi civici. E’ inutile negarlo che in Fi è sempre esistita una forte area che a destra ha sempre fatto fatica a riconoscersi. Oggi poi, non esiste un centro-destra, ma una destra, soprattutto con una Meloni così forte. Sia chiaro l’Associazione non intende sostituirsi ai partiti, ma essere uno stimolo alla politica delle scelte autorevoli e non arroganti».

Layla Yusuf di +Europa ha detto che l’assessora Mariafrancesca Sidoli è una candidata d’area indicata da lei. E’ vero?

Sì, innegabile, l’ho fatta inserire nelle liste di +Europa ed eletta. Così come il segretario attuale di +Europa, Giampietro Campani, ex sindaco Psi di Castellarano e amico di lunga data è espressione nostra.

Come mai torna in politica dopo 13 anni d’assenza?

Io sono uscito nel 2009 dicendo “basta grazie”. Non sono mai stato un signorsì o un Berlusconiano in senso stretto e chi fa politica lo ricorderà. Quindi mi sono ritirato da una Forza Italia che aveva cifre di consenso a due cifre ed era partito di governo. Nel primo mandato Vecchi io lo votai ma senza impegnarmi pubblicamente, la seconda volta mi ha chiesto un aiuto più robusto e ho capito che era il momento di intervenire perché nel 2019 i populismi avanzavano senza argine. 

Veniamo a un tema delicato: Silk Faw. Un progetto gigante ma che rischia di avere piedi d’argilla. Lei cosa ne pensa?

Io nella vita faccio l’imprenditore e penso che il sindaco, come il manager, debba assumersi anche dei rischi. Ed è chiaro che è questo il caso. Noi, come forza di maggioranza, oltre a sostenere la bontà del progetto dobbiamo ridurre al minimo il rischio. Quando una società prevede un investimento così ingente che comporta investimenti strutturali e sociali, bisogna pretendere che diventi una casa di vetro. Il piano industriale è un fatto privato solo se non vengono chiesti soldi al pubblico, ma visto che mi risulta che li abbiano chiesti, il pubblico ha il dovere e il diritto di conoscere dove questi signori vogliono andare e come vogliono andarci. Fino ad adesso è tutto un po’ fumoso. 

Tanti manager hanno abbandonato la barca.

Che un amministratore delegato con il top management se ne vada in silenzio così, qualche preoccupazione lo solleva. Anche da tifoso del progetto, quale io sono convintamente. 

Nulla si sa dei capitali.

Quando un’industria fa un investimento, una quota di capitali è propria e una quota si ottiene ‘a leva’ da soggetti terzi. Ma è evidente che il fatto che ci sia una Srl da 10mila euro di capitale sociale e che a guidare tutto questo non ci sia un uomo dell’automotive, ma un uomo della Finanza, qualche preoccupazione la solleva. Vorrei sapere quanti soldi ci mettono questi signori, e quanti ne chiedono. (Saverio Migliari)

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