STU Reggiane: conti che non tornano
Domande e valutazioni sul bilancio 2021
“Il sindaco è consapevole delle proprie responsabilità?”

18/4/2022 Riceviamo il commento che segue sul bilancio 2021 di STU Reggiane, chiuso con una perdita di 881 mila euro. STU Reggiane è una società di scopo controllata dal Comune di Reggio (con partecipazione Iren) per la realizzazione del Tecnopolo, il recupero dell’ex-Reggiane e dell’area circostante. E’ guidata dall’amministratore delegato Luca Torri.


Caro Direttore,

altro dito nella piaga e assistiamo ad un esercizio di parola che sposta l’attenzione dalle tecniche economiche di base per l’esercizio di una attività d’impresa. Gli utili e perdita di esercizio si determinano con l’attività prevista da statuto o con sopravvivenze derivante da vendite di asset aziendali, come beni, che erano ammortizzati fiscalmente e contabilmente, ma che conservano un valore superiore o altra operazione analoga, come un area o altro che per ragioni di mercato acquisisce un valore superiore a quello di libro.

Le sopravvivenze attive straordinarie o plusvalenze hanno anche un regime fiscale differente e devono essere distinte o comunque segnalate in modo differenziato dai ricavi ordinari. Quindi se l’attività pareggia in bilancio grazie a contributi statali o comunali, non è un pareggio derivante da attività pura, ma dal considerare quegli introiti come tale e non come fonte straordinaria, senza la quale le operazioni economiche della società sono in perdita. Il problema che questi fondi dovrebbero arrivare come tali e non come “aumento di capitale sociale” da parte del Comune che li incassa in prima istanza e poi li gira in base ad una convenzione quanto meno stiracchiata ai limiti.

La seconda domanda che vorrei fare è la seguente: il Comune non è l’unico socio e se versa questo contributo sotto forma di aumento di capitale sociale, la partecipazione dell’altro socio si riduce e diluisce, oppure viene sottoscritto lo stesso importo dall’altro socio per conservare lo stesso equilibrio percentuale?

Appare evidente che un accrescere del valore con questo tipo di sistema non può creare benefici a chi non è squisitamente il finanziatore è colui che si farà carico del pareggio di bilancio. Inoltre, successivamente all’aumento di capitale, dovrebbe esserne deliberato l’abbattimento proporzionale rispetto alla perdita, altrimenti da un lato rimane la perdita e dall’altro un patrimonio sociale solo formale e non sostanziale.

Altro elemento che desta una legittima curiosità è questa rimanenza per lavori in corso. Di cosa si tratta esattamente? Questa rimanenza poi come è stata determinata e certificata? A valore di mercato o con criteri prudenziali al costo di acquisto e adeguato al valore di mercato, sempre all’acquisto e non vendita. Anche la voce di importo significativo di incremento valore per rimanenze lavori è da valutare con attenzione, per come si è formata, valutata e iscritta a bilancio. Spesso nelle rimanenze possono verificarsi sorprese inaspettate dovute alle più svariate ragioni.

Tenuto conto poi della particolare attività che, per quanto mi pare di capire da quanto leggo, ha una gestione estremamente legata a contributi pubblici, anche se erogati indirettamente e ha crediti piuttosto importanti da riscuotere rispetto ai propri numeri, perché un prudente amministratore non ha istituito un fondo svalutazione crediti da attivare nel caso un contributo non venga erogato o un credito vada in sofferenza o un valore a libro si riduca per effetto del mercato o chissà che altro?

In questo senso una riflessione sugli organi sociali è opportuna e anche capire su quali gambe camminano queste idee imprenditoriali di matrice sostanzialmente pubblica. Sarebbe interessante conoscere la relazione del collegio sindacale periodica e di bilancio e i relativi nomi dei professionisti che lo compongono. Questa conoscenza nominale può aiutare a dare tranquillità su quanto si legge e il curriculum professionale di chi le scrive è importante.

Va sempre ricordato che un Sindaco, aldilà della buona remunerazione stabilita da un preciso tabellario, non è un incarico lieve, ma molto delicato perché nell’esercizio della sua funzione si assume una responsabilità legale pari o moralmente addirittura superiore agli amministratori stessi della società. Inoltre, considerando la complessità delle operazioni e la quantità di denaro che scorre, sono convinto che i soci si siano anche dotati di una società di revisione contabile e legale (controllo dei conti e della correttezza delle operazioni) di primaria importanza.

In caso negativo sarebbe interessante capire la ragione non può essere quella del costo. In alternativa se ai sindaci è affidata anche la revisione sarebbe un elemento che desterebbe perplessità. Non me ne voglia l’amministratore della società e i suoi consiglieri, ma vorrei proprio conoscere le loro esperienze precedenti in questa tipologia di particolare attività e conoscere compensi ed eventuali premi ulteriori legati a possibili parametri o risultati. Naturalmente l’opera di recupero dell’area ex Reggiane è necessaria, meritevole e complessa, ma proprio per questo motivo e per il forte ricorso a fondi pubblici e all’adozione di varianti, lavori edili e stradali, progettazioni opere, affidamenti direzione lavori, altre consulenze utili ed inevitabili e per importi sicuramente ingenti, la trasparenza deve essere massima e la propria gestione limpida e competente.

Un progetto di recupero portato avanti da una società di capitali è una attività economica a tutti gli effetti e quindi di sua natura comporta un certo grado di rischio, che va ridotto ai minimi termini e realizzata con una prudenza, trasparenza e controllo che richiedono fermezza è un grado di durezza ferrea. Sono certo che il Sindaco ha ben presente questi elementi, sono meno convinto che questa preoccupazione riguardi la sua Giunta, che, non me ne voglia, escludendo due soggetti e lui, giudico come la peggiore della storia della nostra città. Assessori funzionari comunali stipendiati.

L’opposizione Direttore? Tralasciamo perché non la vedo, non esiste, se non con azioni ispettive limitate e superficiali, che iniziano e finiscono con una interrogazione. Senza buona opposizione non vi è buona maggioranza, e senza entrambe le anime democratiche con una loro vivacità e ricchezza di contributo non esiste buona amministrazione. Il Sindaco e il PD hanno giustamente sempre condannato la politica dell’uomo solo al comando, senza rendersi conto che oggi il Sindaco e in particolare nella nostra città è proprio questo: un uomo solo al comando. Spero nel Sindaco. Preso atto confido in lui.

(post firmato)

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