STRAGE DI BOLOGNA, SENTENZA LAMPO
Paolo Bellini condannato all’ergastolo

6/4/2022Paolo Bellini è stato condannato all’ergastolo con un anno di isolamento dalla Corte di assise di Bologna per la Strage del 2 agosto 1980, la bomba esplosa in stazione, 85 morti e 200 feriti. La sentenza poco fa, dopo una breve camera di consiglio. Una condanna ampiamente annunciata, tanto da sembrare già scritta.

La corte presieduta da Caruso ha accolto le tesi dell’accusa secondo cui Bellini, 68 anni, è il quinto attentatore della strage del 2 agosto 1980, in concorso con i Nar condannati in definitiva, Giusva Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini e, in primo grado, Gilberto Cavallini.

Oltre alla condanna all’ergastolo a Paolo Bellini, non presente in aula al momento della lettura della sentenza, la Corte di assise di Bologna ha giudicato responsabili anche gli altri due imputati. L’ex capitano dei carabinieri Piergiorgio Segatel, accusato di depistaggio, condannato a sei anni; Domenico Catracchia, ex amministratore di condomini in via Gradoli, a Roma, accusato di false informazioni al pm al fine di
sviare le indagini, a quattro anni.

Alla lettura della sentenza nel nuovo processo sulla Strage di Bologna, con la condanna all’ergastolo per Paolo Bellini, l’aula della Corte di assise, gremita di familiari delle vittime, ha reagito con gioia
composta. Abbracci e sollievo, con gli avvocati di parte civile e con il sindaco Matteo Lepore e la vicepresidente della Regione Elly Schlein, presente alla lettura del dispositivo.

BELLINI, L’ULTIMA AUTODIFESA: “NON ERO A BOLOGNA, NON SONO IO L’UOMO DEL FILMINO”

Bellini, parlando con i cronisti in attesa della sentenza, ha ribadito la propria estraneità alla strage.

“Io non ero a Bologna il 2 agosto, ero a Rimini alle 9. La mia ex moglie può dire quello che vuole, sono
problemi suoi, ma quel signore nel video non sono io”.

Paolo Bellini

L’ex killer reggiano, collaboratore di giustizia dal 1999, nega di essere stato a Bologna quel giorno e n ega con determinazione di essere l’uomo che appare nel video girato in stazione dal turista Haraldn Poltzer, contrariamente a quanto sostengono la Procura generale bolognese e la sua ex moglie Maurizia Bonini.
A sostegno delle proprie affermazioni, l’imputato mostra una foto dell’uomo con i baffi che compare nel video amatoriale, dicendo semplicemente “dovete dirmi se sono io questo signore, che fra l’altro ha un evidente difetto fisico”, e lamentando che “da 40 anni ci sono attacchi viscerali contro la mia persona, sono 40 anni che vengo attaccato dalla stampa”. E nega anche di aver avuto legami con i servizi segreti: “Chi sono questi dei servizi segreti che mi conoscono?”, domanda, aggiungendo che “ci vogliono prove, non chiacchiere”.

Non manca un attacco ai pg che lo accusano: “Credo sempre nei magistrati- dichiara Bellini – ma non in quelli inquirenti. Non hanno sentito l’esigenza di farmi una domanda, non mi hanno mai convocato, e io so il perché, altrimenti gli avrei smontato tutto in cinque minuti, con dati di fatto”.

CAPITELLA: SONO FIDUCIOSO, SIAMO IN UNO STATO DI DIRITTO

“Sono fiducioso, mi aspetto l’assoluzione se siamo In uno Stato di diritto”. Lo ha detto all’Adnkronos l’avvocato Antonio Capitella, difensore di Paolo Bellini.

(FONTI: DIRE, ADNKRONOS)

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